Il Tirreno

Ok al protocollo d’intesa per ripartire

di Giorgio Pasquinucci
Ok al protocollo d’intesa per ripartire

Firmato a Roma l’atto d’indirizzo politico sul polo piombinese. Oggi in città gli arabi interessati a comprare la Lucchini

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PIOMBINO. Innovazione industriale, bonifiche, sviluppo del porto e della logistica, efficientamento energetico. Sono questi i pilastri del protocollo di intesa firmato ieri al ministero dello Sviluppo economico dal sottosegretario Claudio De Vincenti, il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco Gianni Anselmi, il presidente della provincia Giorgio Kutufà, il commissario della Autorità portuale Luciano Guerrieri. Sul documento anche le firme dei rappresentanti dei ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture.

Tutto questo con il sottofondo di una situazione nuova, aperta l'altro ieri con la manifestazione di interesse presentata da un gruppo giordano per l'acquisto della Lucchini, con un programma, non ancora ufficialmente esplicitato, di profonda trasformazione del polo siderurgico piombinese. Un progetto di cui forse oggi si saprà qualcosa di più dopo l'incontro, promosso per le ore 14 dal sindaco Anselmi, tra i rappresentanti italiani della “Smc” (la società araba con sede a Menzel Jemil, vicino a Tunisi), le organizzazioni sindacali, le associazioni d'impresa e Legambiente. Una riunione strettamente ad invito alla quale seguirà una conferenza stampa alla presenza degli stessi emissari del finanziere giordano che sta dietro la manifestazione d'interesse per i complessi siderurgici di Piombino, Lecco, Vertek e Gsi. Insomma, grossomodo l’intero Gruppo Lucchini.

Tornando all’appuntamento romano di ieri, altri 110 milioni, oltre i 160 già ottenuti per il potenziamento del porto e della viabilità, possono arrivare a Piombino - secondo quanto dichiarato dal presidente Enrico Rossi - dopo la firma del vero e proprio accordo di programma che dovrebbe avvenire entro marzo. Soldi dello Stato, della Regione e dell'Unione europea. «Un piano complessivo di riconversione – spiega il presidente della Regione – che si impernia su azioni di innovazione dei processi industriali siderurgici finalizzata a rendere competitivi i prodotti e migliorare gli impatti ambientali, inserite sul piano per la siderurgia europea, in Horizont 2020 e attuabile attraverso i fondi regionali». Secondo il governatore toscano, quello sottoscritto ierial ministero è «un importante accordo per lo sviluppo della siderurgia italiana, un passo avanti concreto per fare di Piombino il polo siderurgico più ecologico d'Europa».

E considerano anche questo scenario di prospettiva, tutti i fari sono accesi, ora, sui gruppi industriali che hanno presentato manifestazioni d'interesse per l’acquisizione del Gruppo Lucchini. E la discesa in campo del gruppo giordano è stata in particolare oggetto di uno scambio di idee e opinioni tra il sindaco ed il sottosegretario De Vincenti. Anselmi si é fatto in particolare carico delle istanze che provengono, nell'emergenza, dai sindacati, preoccupati di assicurare comunque la continuità produttiva dello stabilimento, in particolare dell’area a caldo messa a rischio dalla scarsità di minerale disponibile per l’altoforno. Il commissario Nardi non ha infatti a disposizione le risorse finanziarie per assicurare la marcia dell'altoforno oltre il 20 gennaio. Per questo Anselmi ha richiamato l'impegno dello stesso sottosegretario ad assicurare la continuità produttiva fino alla certezza degli esiti della gara in corso. Il che, banalmente, significa trovare i soldi per ordinare con urgenza una nave di materie prime da far arrivare a Piombino.

Il protocollo d'intesa sottoscritto ieri, il primo a livello nazionale che dà corpo all'articolo 27 del decreto Sviluppo del governo Monti, secondo quanto spiega il sindaco Anselmi, prevede interventi per l'innovazione industriale, la competitività e la compatibilità ecologica. A questo si aggiunge il sostegno alla diversificazione facendo leva su comparti ad elevato contenuto innovativo e ridotto impatto ambientale. «Nel protocollo – spiega Anselmi – si fa riferimento al miglior utilizzo degli asset già presenti nel territorio, come il porto e le aree produttive, e alla necessità di realizzarne di nuovi, come lo sviluppo delle infrastrutture e lo sviluppo di nuove competenze».

Capitoli particolari sono poi dedicati alle bonifiche ai fini dell'insediamento di nuove imprese e all'efficientamento energetico che potrebbe chiamare in ballo i progetti dell'Asiu per il solare termodinamico in aree compromesse dall'attività siderurgica.

Infine il polo per la demolizioni di navi, a cui si lega lo stesso processo di riconversione siderurgica. Vale la pena ricordare infatti che, pur nella diversità degli orizzonti delineati, tutte le manifestazioni d'interesse per la Lucchini prevedono finora la costruzione di forni elettrici che potrebbero avvantaggiarsi della disponibilità di rottame a chilometri zero nella caso si concretizzasse l'obiettivo di fare di Piombino un polo di demolizioni navali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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