Toscana
Morì dopo una caduta, indagati anche quattro medici
Secondo la Procura all’ospedale persero tempo e non si accorsero dell’emorragia interna causata dalle costole rotte
PIOMBINO. Era uno sviluppo atteso, considerando l’esito (parziale) dell’autopsia sull’operaio morto dopo essere caduto da un ponteggio. Ieri la polizia, su delega del sostituto procuratore Fiorenza Marrara, ha notificato gli avvisi di garanzia ai medici che presero in cura o comunque ebbero a che fare con Marinel Dracea, il rumeno di 56 anni morto all’ospedale di Villamarina due giorni dopo essersi infortunato in un cantiere alla Vignarca. Gli indagati dunque ora salgono a sei, dopo le iscrizioni del responsabile del cantiere e del legale rappresentante della Piombino edilizia.
Fra i medici, tre sono del reparto di medicina e chirurgia di Piombino, che risultavano in servizio tra il 18 dicembre 2003 (giorno del ricovero di Dracea) e il 20 dicembre (la notte in cui morì). Il quarto medico è della chirurgia generale di Livorno, al quale venne chiesta una consulenza per telefono. Tutti sono indagati in concorso per omicidio colposo. Al momento ai medici sono stati assegnati avvocati di ufficio. Nei prossimi giorni potrebbero incaricare legali di fiducia e nominare consulenti di parte che svolgano accertamenti sui campioni prelevati al momento dell’autopsia. Le conclusioni del dottor Damiano Marra che condusse l’esame autoptico non sono state ancora depositate ma, stando alle prime anticipazioni, il decesso dell’operaio fu dovuto alla lesione dei polmoni causata da schegge delle nove costole fratturate. Lesione che, in quelle 38 ore trascorse a Villamarina, produsse un’emorragia interna. Dracea, sin dal ricovero, cominciò a stare sempre peggio. Ma nessuno a quanto pare eseguì gli accertamenti che gli avrebbero salvato la vita.
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