Il Tirreno

«Teniamo in marcia l’altoforno»

«Teniamo in marcia l’altoforno»

I sindacati spingono per le materie prime e chiedono un incontro al ministero

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PIOMBINO. I dirigenti dei sindacati sono arrivati soddisfatti all’incontro già fissato nel pomeriggio con la Rsu Lucchini dopo aver saputo, nel piano del consiglio regionale, della manifestazione del gruppo arabo. A nome di tutti Luciano Gabrielli (Fiom) ha ricordato che il 20 gennaio, secondo il commissario Nardi, scadono i tempi per il mantenimento in marcia dell’altoforno, ma che è importante che questo resti in attività. «Nessuno, neanche il commissario – ha sostenuto – può mettere in discussione questo aspetto, essenziale per il presente e il futuro dello stabilimento».

La discussione si è dunque concentrata, su una particolare sollecitazione di Graziano Martinelli, sulla necessità di garantire allo stabilimento le materie prime necessarie. Secondo un altro delegato, al parco minerali ci sarebbero infatti materie prime in grado di garantire al massimo l’autonomia dello stabilimento fino alla fine di febbraio inizio marzo. È quindi necessario procedere all’ordinazione di una nave di minerale subito dopo il 20 gennaio, data di scadenza del bando di gara emesso dal commissario, altrimenti l’altofono dovrà conseguente fermarsi. Il soccorso potrebbe avvenire da una delle società in gara, magari sotto la forma dell’acquisto di semitrodotti, qualora il ministero sbloccasse dopo il 20 la situazione.

È soprattutto per questo, oltre per cercare di entrare nel merito delle manifestazione di interesse presentate finora, che le Rsu Lucchini e le segreterie Fim, Fiom e Uilm chiedono un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico, visto che non sono chiamate domani a partecipare all’incontro che dovrebbe concludersi con la firma di un protocollo d’intesa sul futuro dell’area industriale.

I sindacati chiedono anche pari dignità per tutte le società che hanno presentato la manifestazione di interesse, sostenendo che tutte debbano essere ammesse alla seconda fase, quando dovranno essere valutati, oltre che le offerte economiche, i progetti industriali.

Per i sindacati comunque l’ingresso sulla scena del gruppo giordano, che sulla carta presenta maggiore garanzie per il mantenimento del ciclo integrale e per occupazione, rappresenta il coronamento di una battaglia che dura da quattro anni per dare un futuro allo stabilimento senza rinunciare alla sua integrità.(g.p.)

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di Redazione web