Il Tirreno

C’è un quartiere invisibile tra immondizia e degrado

di Luca Centini
C’è un quartiere invisibile tra immondizia e degrado

Condizioni allarmanti per gli immobili abbandonati nell’area del Cantierino I capannoni sono usati come dormitori. Pellegrini: «La soluzione è demolirli»

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PORTOFERRAIO. Bottiglie di birra, vetri rotti. Sacchi dell’immondizia abbandonati alla rinfusa nei capannoni lasciati, ormai da anni, al degrado. L’odore è forte. Eppure tra l’immondizia e i calcinacci ci sono i materassi stesi a terra, qualche indumento. Insomma, i segni che testimoniano come quegli ambienti insalubri diventino, ogni notte, un dormitorio per disperati.

Un quartiere invisibile si nasconde nell’area cantieristica degradata di Portoferraio, di proprietà dell’agenzia del Demanio e in passato utilizzata da Esaom. Si tratta in particolare di quattro aree demaniali - Cantierino, ex Alvin, ex Assoshopping ed ex Panariello - inutilizzate da anni e finite peraltro al centro di una guerra di ricorsi al Tar tra la stessa Esaom e Aethalia Marina Service. In futuro quelle aree rientreranno nel maxi progetto per la riqualificazione del waterfront ma oggi, al contrario, sono abbandonate.

I capannoni che stanno cadendo a pezzi, i tetti crollati e gli spazi abbandonati ormai da anni sono solo l’aspetto superficiale del degrado. L’ex assessore Renato De Michieli Vitturi ha documentato questa situazione, ha scattato diverse fotografie eloquenti. «Da cittadini continuare ad assistere a spettacoli come questo è intollerabile – ha commentato – il degrado avanza inesorabilmente e voracemente come il “nulla” della “Storia Infinita”, e cito un film per bambini proprio perché, di questo passo, sarà un vero problema portare in giro nostri figli senza incorrere in situazioni di pericolo per la loro salute o incolumità».

Siamo andati a verificare la segnalazione sul posto. Abbiamo trovato una situazione intollerabile anche dal punto di vista ambientale e sanitario. Entriamo da viale Teseo Tesei, passando dalle aperture lungostrada che danno accesso all’area del Cantierino. Nei piazzali campeggiano, in diversi punti, montagne di rifiuti sparse e sacchi dell’immondizia. Alcuni di questi sono immersi nelle pozze di acqua putrida raccolta in “vasche” create dai pavimenti e muri crollati. Ovunque ci sono i resti dei bivacchi notturni di chi dorme dentro quei capannoni diroccati: centinaia di bottiglie e lattine di birra, vodka. Nel piazzale c’è persino chi ha messo in piedi una sorta di tavolino da fumo artigianale, con due poltroncine di un autobus a fare da divanetti. Ma il peggio si trova se si guarda all’interno degli stabili. C’è di tutto: dalle padelle usate per cucinare, ai materassi e i vestiti lasciati in mezzo a rifiuti maleodoranti e deiezioni. Una fotografia della miseria e della disperazione di chi trascorre le notti in quel contesto. Ma, al tempo stesso, una situazione ritenuta insopportabile dal Comune di Portoferraio. «Lunedì la polizia municipale e l’architetto Silvia Fontani hanno fatto un sopralluogo – spiega il vicesindaco Cosetta Pellegrini – riteniamo le condizioni di quell’area non più sostenibili. Per questo nel più breve tempo possibile predisporremo, con Esa, un intervento urgente per ripulire l’area dai rifiuti. Ma non basterà a risolvere il problema». Gli immobili sono usati da un gruppetto di persone come dormitori. Ma intervenire non è semplice. «Un caso simile si è verificato nel palazzo Coppedé – spiega Pellegrini – in quel caso siamo intervenuti murando gli accessi alla palazzina per impedire gli accessi notturni. Per il Cantierino è più complicato. Quelle aree sono aperte, accessibili sia lungostrada che dal lato del mare. Semmai è il caso di valutare con il Demanio la possibilità di demolire i manufatti ancora in piedi e in evidente degrado».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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