Il Tirreno

Blitz della finanza in due hotel

Blitz della finanza in due hotel

Niente tassa di soggiorno e segnalazioni dal Comune. L’avvocato: «Metodo punitivo senza difesa»

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SAN VINCENZO. Due blitz, della guardia di finanza all’Hotel del Sole e l’Hotel Aurora, gli ultimi due “nati” in paese e gli unici due a non avere una porzione di spiaggia in concessione. I blitz, su mandato del Comune, mirano a verificare eventuali riscossioni della tassa di soggiorno 2012 e 2013. Le due strutture, a quanto dice il dirigente dell’area servizi finanziari Roberto Guazzelli, non hanno versato alcun tributo relativo. Oltre a queste due strutture, ve ne sarebbero altrettante in simili situazioni e una che ha versato all’ente solo una parte di quanto riscosso dai clienti.

«L’intervento della finanza – conferma Guazzelli – su nostra segnalazione sia nel 2012 che nel 2013 con lettere raccomandate. Contro il Comune, gli operatori avevano impugnato il regolamento dell’imposta, ma il Tar ha dato ragione all’ente. Quindi, hanno l’obbligo di applicare la tassa. La finanza dovrà accertare se gli operatori hanno riscosso e non versato o se non hanno proprio riscosso l’imposta dai clienti. Le quattro strutture sono già state multate, ed hanno fatto ricorso alla commissione tributaria. Attendiamo dalla guardia di finanza i verbali». Per Guazzelli gli operatori sarebbero per legge “agenti contabili”, in quanto maneggiano soldi destinati ad un ente pubblico: «L’operatore, nel caso – spiega – non può rifiutarsi di riscuotere l’imposta dai clienti». Però l’avvocato degli operatori, Davide Lera, fa sapere che gli operatori non svolgono alcun ruolo di agenti contabili: «Il ricorso alla commissione tributaria – dice Lera – in cui uno dei giudici è il dirigente Ghelardini, è stato presentato un anno fa, e ancora non è stata fissata un’udienza. Ma come, un dirigente comunale è giudice in commissione tributaria, e il Comune manda la finanza? Metodo punitivo nei confronti di chi sta provando a chiarire i propri diritti, la cui esistenza o meno dovrà essere stabilita da un giudice. Non discuto il Tar; discuto la sanzione ai miei clienti e l’impossibilità di difendersi. Hanno richiesto i soldi ai clienti, ma non li hanno pretesi; che diritto ha un operatore di pretendere soldi per un ente? Nel regolamento non si parla né di agenti contabili, né di obbligo di pretendere la tassa dal cliente, né di sanzioni. Quindi, dov’è l’illecito? È un regolamento nato male. Il debitore, dice il regolamento, non è l’esercente ma il cliente; quindi, perché la sanzione all’esercente? Si tratta di una prepotenza da parte del Comune – conclude l’avvocato – ai danni di chi si è permesso di dissentire nei confronti di un regolamento mal fatto».

Paolo Federighi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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