Il Tirreno

Un gruppo giordano disposto ad acquistare la Lucchini

Un gruppo giordano disposto ad acquistare la Lucchini

Presentata una manifestazione di interesse al commissario Nardi. Le reazioni di sindaco, presidente della Regione e sindacati

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PIOMBINO. Un gruppo giordano ha presentato stamani una manifestazione di interesse per l'acquisto di tutto lo stabilimento Lucchini di Piombino al commissario straordinario Piero Nardi. Lo conferma il segretario provinciale della Uilm, Vincenzo Renda. :«E' già da tempo che ero a conoscenza di questo interessamento di un gruppo giordano - ha affermato il segretario provinciale della Uilm - ma la prudenza finora mi aveva spinto a non diffondere la notizia. Auspico che si entri nel dettaglio della proposta quanto prima perché di meglio per quello che sono a conoscenza sul progetto non si poteva davvero auspicare».

Anche il sindaco Gianni Anselmi sul suo profilo facebook ha commentato la notizia: «Mi risulta che questa mattina sia ufficialmente stata inoltrata al commissario Nardi una ulteriore manifestazione di interesse per l'acquisto di Lucchini, Lucchini Servizi, Gsi, Vertek - scrive il sindaco - La manifestazione di interesse riguarda l'intero complesso produttivo, e fa capo a una società straniera. Sarà nostra cura approfondire, come per le altre manifestazioni, i profili soggettivi e industriali della proposta. Quello che mi è stato illustrato negli incontri è oltremodo interessante: occupazionalmente, ambientalmente, territorialmente, e non somiglia a nessuna delle proposte già pervenute. Mi auguro - conclude Anselmi - che presto sia pubblicamente confermato e illustrato alla città dai proponenti».

«Questa proposta - ha aggiunto il segretario provinciale della Fiom Cgil, Luciano Gabrielli - si aggiunge a quella di Duferco e Klesch, che non sono interessate all'area fusoria e che non danno le risposte certe ai lavoratori. La nuova proposta andrà verificata ma ci dà una speranza per il futuro e rappresenta una risposta alle lotte dei lavoratori, della città e della Regione». Gabrielli ha ricordato che «secondo il commissario il 20 febbraio scadono i tempi dell'altoforno mentre è importante che questo resti in marcia perché è essenziale per il presente e il futuro. Nessuno, neanche il commissario deve mettere in discussione questo aspetto. Abbiamo un accordo al ministero - ha spiegato ancora - che prevedeva che solo il nuovo acquirente possa decidere se l'altoforno va avanti e chiediamo che questa intesa venga rispettata. L'altoforno può andare avanti tranquillamente con le manutenzioni ordinarie ma se verrà spento non ci sono le condizioni per farlo ripartire».

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, a margine della seduta speciale del consiglio regionale dedicata alle acciaierie di Piombino, ha detto che «la nostra scommessa è quella di riconvertire e rilanciare il polo siderurgico di Piombino anche attraverso un contributo pubblico che la Regione è disposta a dare attraverso i fondi comunitari. Domani (giovedì 16) firmeremo un protocollo con il ministero dell'Industria e mettiamo a disposizione diverse decine di milioni perché il nuovo acquirente si impegni non solo a fare il forno elettrico ma anche il Corex . Questo consentirebbe il mantenimento dell'occupazione e della produzione come quella delle verghe per i binari dei treni da 108 metri che in Italia si producono solo a Piombino. Su Piombino abbiamo allocato risorse davvero importanti, ma sommessamente chiedo se davanti a questo nostro impegno c'è in Italia un imprenditore che ha voglia di accettare la sfida di costruire a Piombino il polo siderurgico più avanzato d'Europa. Pare che il grande capitalismo italiano sia declinato e non abbia più voglia di accettare sfide di questo tipo per cui se anche arriveranno proposte straniere non saremo ben contenti».

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