Il Tirreno

Porto, una firma e via al conto alla rovescia

di Alessandro De Gregorio
Porto, una firma e via al conto alla rovescia

Oggi la consegna del cantiere per cominciare la corsa contro il tempo. Sulla Concordia si dice tutto e il suo contrario

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PIOMBINO. Il giorno è oggi. La firma sul provvedimento era attesa ieri ma un lutto familiare ha colpito proprio il responsabile del provveditorato delle opere pubbliche della Toscana, e allora per il suo autografo si è rimandato di 24 ore. Del resto sul fronte porto i ritardi non si contano più, anche se questo onestamente è irrilevante. Oggi dunque l’ingegner Sergio Fittipaldi, provveditore del ministero delle Infrastrutture e direttore dei lavori, darà il suo ok consentendo al commissario straordinario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri, la consegna parziale del cantiere che nelle intenzioni dovrà trasformare l’attuale porto in uno scalo di prim’ordine e poi in un polo di rottamazione navi. Guerrieri disporrà le prime misure preparatorie del cantiere come la viabilità e lo sminamento. Un pronti-via simbolico, peraltro, perché il contratto con la ditta che si è aggiudicata l’appalto (l’associazione temporanea di imprese Sales-Cmc) può essere siglato solo dopo che il Consiglio superiore dei lavori pubblici avrà espresso parere favorevole. E quel parere è atteso per il 24 gennaio, il giorno più lungo per il porto piombinese. Il 24 infatti, oltre all’ok del Cslp, è previsto l’arrivo a Piombino del vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani. Il 24 poi dovrebbe essere firmato il contratto con Sales-Cms e con ogni probabilità lo stesso giorno si deciderà a chi affidare temporaneamente la presidenza dell’Autorità portuale. Guerrieri, il cui mandato da commissario scadrà il 25, potrebbe anche ricevere un incarico ulteriore, magari di pochi mesi, in vista del passaggio del testimone con l’attuale sindaco Gianni Anselmi. Certo è che i lavori dovranno procedere a ritmo sostenuto, giorno e notte, sette giorni su sette. Questo per riuscire a creare le condizioni minime (fondali a meno 20 e nuove banchine) in vista dell’arrivo della Concordia. Intanto sulla nave della tragedia e della discordia impazzano le ipotesi. Che poi gira gira sono sempre le stesse: Palermo, Civitavecchia, Genova, Turchia... A riaccendere le rivalità (brutta parola, visto che si parla di una nave-bara) era stato lo stesso capo della protezione civile Franco Gabrielli, giorni fa, quando ha detto che la Concordia a giugno lascerà il Giglio e a marzo verrà scelto il porto di destinazione. Tempi stretti per i ritardi accumulatisi su Piombino. Che però rimane il porto più vicino, quello con un polo industriale (in crisi) alle spalle, quello per cui erano state spese parole e vergate altre firme. La realtà è che ancora non sappiamo non solo dove ma neanche come verrà trasferita la Concordia. La nave-piattaforma Vanguard è stata prenotata da Costa per settembre. E se dovesse muoversi con quella, la Concordia potrebbe anche essere messa a banchina. Per cui non sarebbero necessari neanche i fondali a meno 20. Piombino in realtà punta su quelli e si aspetta che la nave arrivi con i rimorchiatori. In quel caso verrebbe accostata a banchina, cioè dove ora ci sono le vasche di colmata da riempire. In ogni caso modalità di trasporto, sollevamento, galleggiamento eccetera sono valutazioni che spettano a Costa, ministero, Regione, guardia costiera. E non c’è ancora niente di concreto.

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