Sicurezza
Progetto per l’arcipelago sulla pulizia dei fondali
Presto un accordo fra Legambiente e l’associazione ecologista IoMare Intanto i volontari hanno ripulito dai rifiuti la spiaggia di Sottobomba
PORTOFERRAIO. Un progetto ambientale per l’arcipelago toscano. Un progetto legato alla pulizia dei fondali e della costa delle isole. Un obiettivo che coinvolge l’associazione IoMareonlus e Legambiente. Un progetto che potrebbe decollare fin dalla prossima stagione estiva. David Moneypenny è uno dei dirigenti di IoMareonlus, l’associazione di volontariato che da tempo opera all’Elba e che ha effettuato decine di interventi di salvaguardia, in particolar modo quello al laghetto di Terranera. Dice: «Non si può immaginare quanti rifiuti quattro persone che lavorano a tempo pieno potrebbero levare dalle nostra coste. I fondi per il progetto che all’inizio durerà tre anni serviranno a togliere qualcosa fra i 200 e 300mila chili di rifiuti dalle coste delle nostre isole e renderà molto più semplice l’opera di pulizia che negli anni a venire dal momento che sarà stato tolto tutto quello che è stato depositato in passato». Un progetto che in qualche modo è legato anche al Parco. Rimarca Moneypenny: «Credo fermamente anellide che il parco dovrebbe avere la funzione di filtro attivo nel Mediterraneo. Se ci saranno persone che seguono la nostra filosofia e se possiamo ingrandire la nostra attività su altri territorio si potrà veramente cambiare la situazione dei rifiuti nel nostro mare». Intanto un’altra azione ambientale. La pulizia della spiaggia di Sottobomba vicino a Capo Bianco a Portoferraio.
Sottolinea Moneypenny: «eravamo venuti per fare delle foto, non potevamo resistere di pulirle. Con il tempo a disposizione siamo riusciti a pulire l’arenile levando tre grandi sacchi neri di rifiuti consistente per la maggior parte di oggetti e frammenti di plastica. Bidoni di olio per motore; bottiglie; polisterolo scarpe; medicinali; prodotti di pulizia; molti prodotti igienici come involucri di tamponi, cotton-fioc e migliaia di frammenti di plastica di oggetti che il mare ha sbricciolato durante i mesi autunnali.
In un angolo della spiaggia, dove si trova lo scarico di un tombino per l'acqua piovana della strada che è situata molto più in alto, un strato di plastica e vetro coperto da vegetazione. Sicuramente è stato causato dalle “pulizie” fatte dalle persone che frequentavano nelle anni passati.
Hanno scelto quel posto, meno visibile, come discarica anche se in mezzo passa continuamente un piccolo flusso di acqua. Intanto i rifiuti sono stati tutti accatastati.
Moneypenny ha un dubbio: «Forse rimarrano lì finché torniamo o il mare le riporterà via per depositarli qualche altra parte nel Mediterraneo?».
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