Il Tirreno

Trasporti, i sindacati accusano la politica di poca attenzione

di Francesca Lenzi

Pierfederici (Fit Cisl) e il mancato accordo Tiemme-Fs «Ora ci sono le elezioni, i candidati cosa pensano di fare?»

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PIOMBINO. Nel caos dei trasporti, con la recente notizia del recesso della convenzione tra Tiemme e Trenitalia nell’ambito della “Linea azzurra”, interviene anche il sindacato; non tanto per chiarire la situazione quanto per sottolineare il senso di incertezza che si respira nel settore. È di pochissimi giorni fa la notizia del decadimento dell’accordo tra Tiemme e Fs sul progetto Linea azzurra per i collegamenti fra la stazione di Campiglia e Piombino.

In pratica finora, comprando il biglietto ferroviario comprensivo della tratta piombinese, veniva garantito il servizio di trasporto fino in città, sia su treno che su autobus. Il tutto grazie per l’appunto alla convenzione, in vigore da anni, fra Atm (poi confluita nella nuova azienda di trasporto pubblico locale Tiemme) e Ferrovie. Convenzione che però, come dichiarato dal direttore Tiemme, Piero Sassoli, non esiste più da metà dicembre per volontà di Trenitalia. Sembra plausibile a breve una soluzione con l’intervento di Provincia e Regione, ma al momento la tratta legata alla Linea azzurra va pagata a parte.

«Abbiamo constatato, con profondo rammarico, la poca attenzione della politica nei confronti delle problematiche riguardanti il trasporto pubblico, viste anche le ultime vicende inerenti alla tratta Campiglia-Piombino – dice Dario Pierfederici, segretario provinciale Fit-Cisl Livorno - Nella provincia di Livorno in primavera molti comuni dovranno cambiare i propri amministratori e noi vorremmo sapere dalle persone che si candideranno quali risposte intendono dare alle problematiche sui trasporti pubblici».

«Per quanto riguarda il trasporto su gomma - prosegue Pierfederici - abbiamo assistito negli ultimi anni a una serie di aggregazioni tra le varie aziende di settore che hanno avuto come unico obiettivo l’abbattimento del costo del lavoro. Comprendiamo il difficile momento a causa della diminuzione delle risorse economiche destinate al Tpl (trasporto pubblico locale) e della gara regionale che ha fissato dei parametri, in termini di produttività, difficili da raggiungere, ma riteniamo che cittadini e dipendenti meritino chiarezza».

Capire come la politica intenda gestire il settore e se e in quale modo ristrutturarlo sulla base delle esigenze, sono le domande più urgenti del sindacato. «A oggi abbiamo delle corse che lasciano isolati per ore i comuni più piccoli, ospedali, stazioni, porti, posti di lavoro, luoghi di interesse turistico – spiega Pierfederici – Nella provincia di Livorno le aziende hanno abbandonato o quasi i servizi di noleggio, nonostante il nostro territorio sia una meta ambita dai turisti. Inoltre cosa intendiamo fare con tutte le officine presenti in queste aziende, per anni centri di eccellenza per le riparazioni dei bus?». Tutti interrogativi nei quali rientra anche il problema dell’evasione. «Quali azioni intraprendere su questo aspetto, dal momento che per i controllori è difficile contrastare il fenomeno con i pochi strumenti a disposizione? – chiede il segretario provinciale Fit-Cisl - Dobbiamo fare chiarezza su un settore indispensabile per quanti non hanno un mezzo proprio per spostarsi; e d’altro canto anche i dipendenti vorrebbero stabilità e certezze di futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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