Gioco
«Senza garanzie sul futuro, l’altoforno deve rimanere vivo»
Fim, Fiom e Uilm continuano a difendere il ciclo integrale Mercoledì seduta straordinaria del consiglio regionale
PIOMBINO. La crisi del polo industriale torna in consiglio regionale. La discussione è fissata per mercoledì prossimo. Le organizzazioni sindacali rilanceranno a Firenze la loro richiesta di mantenimento in vita dell’altoforno. Almeno fino a quando le prospettive dello stabilimento non saranno definite con chiarezza e con le garanzie necessarie sugli assetti dell’occupazione.
La richiesta di Fim, Fiom e Uilm continua a stridere con le manifestazioni di interesse, appena confermate, da parte del fondo svizzero Klesch e della cordata italiana guidata da Duferco. L’uno e l’altra puntano sul forno elettrico e sulla chiusura del ciclo integrale.
L’appuntamento fiorentino si svilupperà a ridosso di una data importante. Il 20 gennaio si chiuderanno i termini per la presentazione di ulteriori, richieste di acquisizione, parziale o totale, degli impianti piombinesi. «Quello del 20 non è un termine vincolante. Eventuali proposte aggiuntive potrebbero pervenire anche dopo», afferma Fausto Fagioli, segretario provinciale Fim.
Certo è che Klesch e Duferco hanno piantato dei paletti significativi. E in assenza di un protocollo d’intesa e di un accordo di programma.
«Parliamo di due passaggi fondamentali, che il ministero si era impegnato a concretizzare entro la fine dell’anno. Ancora, invece, non abbiamo ricevuto comunicazioni», prosegue Fagioli. Che, come gli omologhi di Fiom e Uilm, di là dai passaggi tecnici, comunque fondamentali, chiede massima trasparenza alla politica rispetto alle decisioni sul futuro dell’industria piombinese.
Al momento, ci sono due elementi di rilievo che confortano la linea sindacale. Intanto, le dichiarazioni del sottosegretario al ministero per lo Sviluppo economico, De Vincenti, circa il mantenimento in funzione dell’Afo fino a quando non assumano credibilità e concretezza opzioni successive. Dunque, garanzie sulla continuità produttiva.
Quelle dichiarazioni furono precedute, e probabilmente ne furono la conseguenza, dalle parole pronunciate qualche giorno prima dal premier Enrico Letta e dal presidente Giorgio Napolitano nel colloquio improvvisato con una delegazione sindacale, a margine di una visita ufficiale.
«Le parole non bastano più. Adesso servono fatti», commenta Luciano Gabrielli. Anche per il segretario provinciale Fiom, il governo deve fare la sua parte fino in fondo. «Di voci in giro se ne sentono tante, rispetto ad interessi ulteriori. Al momento, di più scandito c’è solo che in ballo restano il fondo svizzero e la cordata italiana. E, quindi, il forno elettrico».
Intanto, le consigliere di Forza Italia in Provincia, Maida Landi e Roberta Naldini, chiedono che sul destino del polo industriale si sviluppi una riunione di consiglio provinciale straordinario allargato, «in modo da mettere lo sforzo di tutti a disposizione dei lavoratori per aiutarli a superare questo difficile momento».
Valeria Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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