Attenzione
Ultima spiaggia per evitare il commissario
Porto Azzurro: il consiglio avvia le procedure per ripresentare il piano. Scettica la minoranza
PORTO AZZURRO. Il consiglio comunale di Porto Azzurro ha avviato le procedure per ripresentare il piano di riequilibrio finanziario dopo la duplice bocciatura della Corte dei Conti. Una sorta di ultima spiaggia, per evitare in extremis l’arrivo dell’organo di liquidazione, dopo che il Prefetto di Livorno ha dato venti giorni di tempo al Comune entro cui dichiarare lo stato di dissesto finanziario. L’oggetto del contendere è il disavanzo da 2,3 milioni di euro accumulato dal Comune di Porto Azzurro. Con quattro voti dei consiglieri di maggioranza oltre a quello del sindaco Luca Simoni - i consiglieri di minoranza Correani e Tonietti si sono allontanati dall’aula - il consiglio ha deliberato l’avvio delle procedure per riproporre il piano. Un tentativo disperato - e con poche chance di riuscita – dopo che il Parlamento ha approvato la legge di stabilità che dà la possibilità ai comuni in odore di dissesto di ripresentare il piano. In verità la legge è rivolta solo alle amministrazioni in cui il piano di risanamento è stato bocciato dal consiglio comunale. Ma è proprio sull’interpretazione della legge e sulla possibilità dell’amministrazione di presentare ricorso al Tar, con l’intenzione di ottenere una sospensione dei termini per la dichiarazione di dissesto, che si è aperta una discussione serrata tra i consiglieri comunali. Secondo l’amministrazione, che intende rivolgersi a un legale, il testo della legge sarebbe sbagliato. «Siamo partiti dalla Corte dei Conti e finiti al consiglio comunale – ha detto il consigliere Maurizio Papi in consiglio comunale – si chiede una sospensione in attesa di un’interpretazione certa della legge. Stiamo a parlare del futuro di una comunità». «Noi sulla delibera scriviamo di verificare la possibilità di un ricorso perché consulteremo un legale – ha spiegato in consiglio Luca Simoni – L’ipotesi che potrebbe verificarsi è di una riformulazione che preveda il diniego del piano da parte della Corte dei Conti e/o del consiglio comunale». Dubbi interpretativi che non sono tali per i consiglieri di minoranza: «Dubbi nella lettura, sebbene non sia un avvocato, non credo sussistano», ha detto il consigliere Correani. «Non mi sento di votare una delibera – ha rincarato la dose Tonietti – con la quale si vuole interpretare una norma».
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