Il Tirreno

Lucchini, si allunga lo stop al Tpp

Ritarda l’arrivo dei documenti finanziari da parte di alcuni committenti

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PIOMBINO. L’attività del Tpp Lucchini riprenderà il 20 gennaio, con una settimana di ritardo rispetto alle attese.

Una decisione dell’azienda dovuta al ritardo nell’invio dei documenti finanziari da parte di alcuni committenti. Insomma, in questo quadro di difficoltà finanziaria, non si produce se non c’è l’assoluta certezza del pagamento. Situazione che comunque non viene drammatizzata, e spiegata da fonti aziendali con le appena trascorse festività natalizie.

Intanto dopo l’allarme sui rischi di chiusura ravvicinata dell’altoforno, la rsu Lucchini e le segreterie di Fim, Fiom e Uilm interviene anche sugli aspetti legati al taglio del 10% sui contratti di solidarietà.

«Il contratto di solidarietà prevede per legge una retribuzione pari al 60% dello stipendio – spiega il sindacato – Fino a oggi, grazie all’intervento statale del 20% (che andrebbe però dimezzato sulla base delle nuove indicazioni contenute nella legge di stabilità) si poteva arrivare all’80% dello stipendio normale di ogni singolo lavoratore. Con l’integrazione regionale, secondo lo schema previsto dalla legge approvata dalla Regione, si sarebbe garantita una maggiore copertura e incentivate le imprese a una diffusione più capillare dello strumento. Ci meravigliamo che il governo – dice la rsu Lucchini – anziché incentivare e trasformare in legge questo strumento, utilizzato per evitare i licenziamenti, come invece stanno facendo in Germania, cerchi di fare cassa attraverso una decurtazione monetaria di uno stipendio già di per sé al limite della dignità»

Nel frattempo la Rsu Lucchini chiede all’azienda «di correggere, dove necessario, l’utilizzo di questo strumento che in alcuni reparti viene stravolto o lasciato in balia di molte interpretazioni a tal punto che si hanno lavoratori che sono al massimo delle ore di solidarietà e altri che non hanno mai acceduto».

Infine il sindacato di fabbrica propone «una revisione dei costi a favore degli aspetti legati alla sicurezza, di cui negli ultimi tempi si intravedono delle falle, attraverso il taglio del 30% del costo dei contratti di consulenza».

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