Il Tirreno

Un cadavere e un mistero da risolvere

di Alessandro De Gregorio
Un cadavere e un mistero da risolvere

Trovato morto su una panchina del parco. Accanto a lui un recipiente vuoto e maleodorante. Indaga la polizia

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PIOMBINO. Forse la soluzione del giallo è in quel recipiente che la vittima aveva nello zainetto, una specie di bricco o alambicco da laboratorio chimico. Quando il medico legale lo ha annusato, si è subito ritratto dal disgusto. Ma non ha saputo dire quali sostanze contenesse. Quel recipiente era l’unico oggetto rinvenuto accanto al corpo senza vita di Martin Karl Mraz, 50 anni da compiere, svizzero trapiantato a Monterotondo.

Il cadavere è stato trovato ieri mattina all’interno del parco di Punta Falcone, su una panchina, al di sotto dell’osservatorio astronomico e nei paraggi della ex batteria antiaerea. Di fronte al mare, all’isola d’Elba. Un angolo di paradiso, che lo splendente sole di ieri avrebbe reso ancora più suggestivo del solito se non avesse custodito un luogo di morte. E di mistero.

Primi dubbi. Perché sul corpo dell’uomo non sono stati rilevati segni particolari, nessuna ferita che potesse far pensare a una morte violenta. Però non si sa ancora cosa contenesse di preciso quel recipiente. E non è l’unica stranezza di questo caso. La vittima infatti aveva un telefonino, un vecchio modello, sul registro del quale c’erano soltanto due telefonate risalenti a settimane prima: per la precisione le più recenti erano una chiamata effettuata il 23 dicembre e una ricevuta l’8 dicembre. Le altre sono state cancellate? Oppure la vittima aveva un altro telefonino? O si deve pensare che conducesse una vita così isolata da non avere contatti con nessuno? E infine, che ci faceva a Piombino, al Falcone, uno svizzero che abita a Monterotondo?

Autopsia. A tutte queste domande stanno cercando di rispondere gli agenti dell’anticrimine del commissariato, coordinati dal sostituto procuratore Arianna Ciavattini. Il magistrato ha già preannunciato di voler disporre l’autopsia. Stamani potrebbe conferire l’incarico e stabilire chi e dove (la salma al momento è al cimitero comunale). Si attende anche l’arrivo dei familiari dalla Svizzera.

Il ritrovamento. Torniamo dunque al Falcone e ripercorriamo la mattinata di ieri. Mancavano pochi minuti a mezzogiorno quando una comitiva di persone, che passeggiava nel parco, ha notato un uomo seduto in modo innaturale su una panchina: il busto infatti era scivolato al di sotto della spalliera, l’uomo era riverso supino, un braccio disteso a terra. Si sono avvicinati, hanno visto che quell’uomo non si muoveva, forse non respirava. E hanno subito chiamato il 118. Sul posto è stata inviata un’ambulanza della Pubblica assistenza con il medico a bordo, contemporaneamente sono arrivate pattuglie di polizia e carabinieri.

Primi esami esterni. Il medico del 118 ha constatato la morte. Il corpo è stato ricomposto sulla panchina. Un altro esame esterno è stato eseguito dal medico legale Alessandro Barbieri. Sul corpo non sono stati notati graffi, ecchimosi, nulla che potesse far pensare a un’aggressione o roba del genere. Da un primo responso la morte è stata fatta risalire a circa tre ore prima. Alle nove, dunque. Anche se sarà l’autopsia a chiarire meglio.

Il recipiente. Poi il medico ha rovistato nello zainetto che era lì in terra, accanto alla panchina. Dentro c’era un solo oggetto, una sorta di alambicco vuoto, che doveva aver contenuto un liquido. Quando Barbieri ha avvicinato il naso, ha fatto una smorfia. «Un odore sgradevolissimo», ha detto. Senza però aggiungere altro.

Il portafoglio. L’uomo in tasca aveva il portafoglio con oltre cento euro e i documenti. Nato l’1 settembre 1964 a Winterthur, nel cantone di Zurigo, risultava residente a Monterotondo, al podere La Concina. In quel casolare di campagna viveva da solo e si arrabattava un po’ con i risparmi, un po’ con gli aiuti della madre (che vive a Zurigo) e un po’ svolgendo lavoretti saltuari.

Amici in zona. Frequentava spesso la nostra zona. Su un sito web che aveva aperto nel 2008 ci sono anche foto scattate a Baratti e Rimigliano. Aveva amici sia a Venturina che a Piombino. La macchina ad esempio, una Skoda Broomster blu, l’aveva acquistata di seconda mano alla concessionaria Etruswagen di Venturina nel marzo del 2011.

L’auto. Quell’auto ieri era parcheggiata all’imbocco del viottolo che conduce a Punta Falcone. La polizia l’ha aperta, perquisita, portata via e messa sotto sequestro. Dentro pare che non ci fosse nulla di interessante dal punto di vista investigativo.

I concerti. Perché Martin Mraz si trovasse sul promontorio non lo sappiamo ancora. Sicuramente frequentava, conosceva e amava la nostra zona. Se lo ricordano anche i gestori del Gattarossa, il bar che si affaccia sul golfo di Calamoresca e dove vengono organizzati concerti. Martin Mraz era venuto a vedere molti di questi concerti. Sempre sorridente, educato, quasi invisibile. E quasi invisibile se ne è andato, in una radiosa giornata invernale. Da solo, a quanto risulta.

L’attesa. Sapremo qualcosa dall’autopsia e dalle analisi sul misterioso alambicco. Ma anche dai tabulati telefonici. Perché quel telefono, con due chiamate in un mese, non convince nessuno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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