Sicurezza
«Lo svizzero» che riparava caldaie
A Monterotondo lo conoscevano un po’ tutti ma senza sapere il suo nome
PIOMBINO. In paese, a Monterotondo Marittimo, lo conoscevano tutti come “lo svizzero”. In molti non sapevano neanche il suo nome, qualcuno lo chiamava Martino e questo bastava. Anzi, bastava il suo numero di telefono, perché “lo svizzero” era sempre pronto a correre a casa di questo o quello per montare una caldaia o riparare un tubo. In quel casolare isolato in campagna, al podere La Concina, Martin Karl Mraz aveva allestito una specie di laboratorio di carpenteria metallica. Si guadagnava da vivere così, sempre gentile e disponibile. Altri soldi li aveva messi da parte dai tempi in cui, in Svizzera, operava nel commercio di oggetti d’oro, argento e accessori di moda. Da alcuni anni aveva lasciato la famiglia di origine e si era trasferito in Toscana. Aveva scelto la campagna maremmana, ma coltivava amicizie su tutta la costa, fino a Piombino. In paese, a Monterotondo, dicono che da un mesetto si fosse ritirato un po’ da tutto, anche dal lavoro; che avesse smesso di riparare tubi e caldaie. Ai più intimi, Martin avrebbe confidato di avere problemi fisici. Di quale natura, non lo sappiamo.
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