Il Tirreno

Niente folla per i saldi, tiene bene solo l’intimo

di Melisanda A. Massei
Niente folla per i saldi, tiene bene solo l’intimo

Santini: «Andrebbero posticipati». Pizzi: «No, andrebbero proprio aboliti» Ma Pallini insiste: «Bisognerebbe anticiparli, la gente ha già speso tutto a Natale»

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PIOMBINO. I primi giorni - cielo bigio, minaccia di pioggia incombente - di certo non sono stati dei più invitanti. Ed è forse questa anche la ragione per cui lo scenario del centro è stato ben diverso rispetto a quello che negli anni passati animava il mattino di inizio dei saldi. Ma anche ieri, nonostante un sole splendente, non c’è stata la ressa.

Clientela tendenzialmente sparuta in corso Italia e dintorni, quasi del tutto latitante in corso Vittorio Emanuele, con l’eccezione di qualche negozio in prossimità di piazza Bovio, con i clienti a confrontarsi con offerte di sconto fino al 50 per cento e in qualche caso anche di più.

«Che vuol farci - commenta Franco Pizzi, titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento - un po’ il tempo non aiuta, un po’ è la città stessa che non è riuscita a crearsi un’alternativa rispetto alle acciaierie e adesso che c’è crisi si fa anche finta di non vedere che abitiamo in un posto meraviglioso che potrebbe essere valorizzato in ben altro modo».

Chi compra, tuttavia, c’è: forse non con quella disponibilità di 140-150 euro pro capite ventilata dalle stime nazionali, ma comunque quel tanto che basta a garantirsi una piccola soddisfazione post-natalizia. A patto, appunto, che sia soltanto una.

Chi approfitta dei saldi - facile vederlo dai sacchetti nelle mani dei clienti - lo fa per un solo e unico acquisto, più o meno significativo, a seconda delle disponibilità, ma sempre e comunque uno, con la variante della busta aggiuntiva nel caso esclusivo in cui il successivo negozio visitato sia uno di quegli esercizi in franchising dove la merce solitamente ha costi bassi.

Tezenis, Intimissimi, appunto: unici negozi a vantare delle code alle casse e a detenere in assoluto il primato sulle confezioni circolanti attorno a piazza Gramsci più o meno nell’ora di punta.

Un panorama del tutto imprevedibile? Non proprio.

«I saldi dovrebbero essere realmente di fine stagione - si era espresso alla vigilia Massimiliano Santini, vicepresidente Confcommercio, nonché titolare del negozio di scarpe “Giovannetti” - Il settore di abbigliamento e calzature è il più colpito, con un calo registrato fino al 13 per cento. Gli sconti, di conseguenza, sarebbe bene posticiparli, anziché anticiparli», come invece sostenuto in precedenza dall’assessore al turismo Luca Pallini. Che replica: «La posizione di Santini è comprensibile. Eppure bisogna considerare un panorama nel quale sono sorti molti negozi a basso costo e outlet che si trovano spesso fuori città e che attirano anche la nostra clientela. Qui a Piombino abbiamo negozi importanti: anticipare i saldi, secondo me, vorrebbe dire cercare di sostenerli. Adesso, passate le feste, ci ritroviamo i negozi vuoti perché la gente ha comprato i regali di Natale e ora si ritrova senza altro da spendere».

«I saldi proprio non dovrebbero essere fatti - aggiunge Franco Pizzi - Sono la morte del nostro commercio. In momenti come questi l’ideale sarebbe abbassare di per sé i prezzi e non fare mai i saldi. Piombino vive di un’economia livellata: altrove, ad esempio nelle grandi città, il mercato del lusso addirittura è in grande spolvero. Ci sono certo molte persone che non hanno grandi disponibilità, però esistono anche i ricchi. E le città vivono».

«Il fatto - replica Pallini - è che non siamo ancora pronti a un cambio radicale della nostra economia. La volontà dell’alternativa c’è, però al momento è difficile trovare gli investimenti necessari per realizzare tutto questo. Speriamo anzi che l’industria regga in modo da avere tempo a disposizione per diversificare. La nostra è una città che ha di tutto e che potrebbe per questo essere sfruttata al meglio».

Intanto rimangono stime nazionali che attesterebbero il mercato dei saldi in calo tra il 5 e il 10 per cento.

«La speranza è di riuscire effettivamente a fermarsi attorno a queste percentuali - conclude l’assessore al turismo - Auguriamoci che questo sia stato solamente il primo giorno, penalizzato anche dal cattivo tempo e dalle abitudini delle persone, che magari scelgono di fare compere nei giorni successivi. Probabilmente è ancora presto per fare delle stime».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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