Sicurezza
Le tasse non finiscono mai Ecco dove colpisce l’Irpef
Si paga di più a Suvereto (0,7% per tutti) e a Campiglia (cinque fasce di reddito) Alte esenzioni a Piombino e San Vincenzo: niente aumenti sotto i 15mila euro
LIVORNO. L'addizionale Irpef regionale fa un balzo in avanti che pagheremo caro. Eppure rischiamo di non accorgercene nemmeno: sarà inghiottita nel mare magnum dell'Irpef "statale", o di mese in mese prima ancora di arrivare in busta paga o annegata nel guazzabuglio di cifre dell'annuale dichiarazione dei redditi. Eppure sarà un bel salasso, anche se formalmente è un ritocchino quasi invisibile: l'aliquota minima fino a 15mila rincara sì dello 0,19% raggiungendo l'1,42%, ma quando l'importo che sparirà dalle vostre tasche e entrerà nelle casse della Regione crescerà del 15,4%. Basti dire che per con un imponibile di 15mila euro, cioè nella fascia più bassa non si pagherà più 184,50 euro bensì 213.
Nella classe di reddito successiva l'incremento è del 16,3%. E se è vero che per i redditi sopra i 75mila euro l'aliquota fa un balzo di mezzo punto percentuale raggiungendo il 2,23% (con un aumento del totale da pagare che sfiora il 29%), va detto che sarà la fascia intermedia a sentire di più il morso di questa operazione: per chi ha un imponibile Irpef da 28mila a 55mila euro annui, schizzando l'aliquota dall'1,23% all'1,68%, la somma da dare alla Regione avrà una impennata del 36,6%.
Va anche peggio a chi dichiara fra 55 e 75mila euro: il balzello crescerà quasi del 40%. Un esempio? Con un reddito di 60mila euro invece di 738 euro se ne dovranno tirar fuori trecento in più (1.032).
Non è tutto. Fra gli addetti ai lavori c’è un gran discutere su come effettuare il calcolo sulla base dell’aliquota: non vi sembri una questione di lana caprina la controversia fra chi come in Toscana prevede l’applicazione per classi di reddito e chi, come in alcune fra le altre regioni, per scaglioni progressivi. La differenza è facile da capire: da noi si prende l’imponibile complessivo e si trova quale aliquota gli tocca, e su tutto l’importo si applica quella aliquota. Altrove (ma anche nell’Irpef “statale”) si va con il criterio della progressività degli scaglioni: l’importo del reddito viene fatto a fette e sui primi 15mila euro si applica l’aliquota base, sulla parte sopra i 15mila ma sotto i 28mila una seconda aliquota, sulla parte sopra i 28mila ma sotto i 55mila un’altra ancora e via dicendo. Complicato? È il normale calcolo Irpef che facciamo tutti gli anni. L’applicazione per classi di reddito è una furbata: consente di avere un gettito maggiore tenendo formalmente più basse le aliquote.
Un esempio? Prendiamo un contribuente con Irpef da 60mila euro annui. Applicando la stessa aliquota a tutti i 60mila euro si finisce per pagare (come sarà in realtà) 1.032 euro. Se si applicano le stesse aliquote ma secondo l’altro criterio, la cifra scende a meno di 940 euro. Diciamo che il differente metodo di calcolo – che sembra un puro tecnicismo – “regala” alla Regione (e porta via dal nostro portafoglio) un gettito presunto che, nel nostro esempio, è del 10% in più. E, sia chiaro, mettendo in vetrina le stessissime aliquote.
Attenzione, però, non c’è soltanto l’addizionale Irpef della Regione: dobbiamo pagare anche quella per il Comune. L’una non cancella l’altra, manco a immaginarlo. Inutile dire che si sommano.
Meno male che Palazzo civico ha tenuto ferme le aliquote dal 2012. Si va per scaglioni di reddito: quelli ovviamente fissati a livello nazionale dal ministero, perché Roma ha detto chiaro e tondo che i Comuni possono solo scegliere se applicare una aliquota unica per tutti i redditi o se invece differenziarla (e, all’interno di questa modulazione, senza accorpare i vari scaglioni con una medesima aliquota).
Livorno ha scelto di andare per scaglioni: a) 0,4% fino a 15mila euro; b) 0,5% oltre 15mila euro e fino a 28mila; c) 0,6% oltre 28mila e fino a 55mila; d) 0,7% oltre 55mila e fino a 75mila; e) 0,8% oltre 75mila euro.
Fonti di Palazzo civico fanno rilevare che inaspettatamente a fronte di un gettito preventivato attorno agli 8,4 milioni di euro ne sono stati incassati quasi nove in realtà. Il motivo? Nel Palazzo le ipotesi si sprecano: c’è chi ritiene che la crisi abbia colpito duro solo una (larga) parte delle famiglie ma altre abbiano visto crescere il reddito (e a tal riguardo si cita la crescita dei depositi bancari rilevata dalle statistiche della Banca d’Italia); c’è chi pensa che il giro di vite del fisco a livello nazionale fra studi di settore e misure similari abbia spinto a evadere meno (ma il valore complessivo di tutte le dichiarazioni Irpef 2011 è calato così come è diminuito il numero dei contribuenti); c’è chi invece rivendica il risultato alla lotta all’evasione condotta su scala locale. Ma nel frattempo il nostro cittadino con reddito da 60mila euro quest’anno si troverà a pagare fra Regione e Comune un extra che supera i 1.350 euro. A partire l’Irpef. Ma questa è un’altra storia.
Mauro Zucchelli
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