Il Tirreno

Un altro rinvio, i lavori non decollano

di Alessandro De Gregorio
Un altro rinvio, i lavori non decollano

Il Consiglio superiore ha chiesto ulteriori prescrizioni, il 14 nuova seduta. Guerrieri ottimista, anche per la Concordia

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PIOMBINO. Sembra la novella dello stento. Pronti, via e invece no. Quando un intoppo, quando un’inchiesta (come quella che aveva decapitato la Cmc), quando un ingorgo amministrativo. Fatto sta che i lavori per l’ampliamento del porto dovevano essere già cominciati da un bel pezzo e invece è ancora tutto fermo, bloccato a Roma. Da chi? Dalla burocrazia, da pressioni di chi non vede di buon occhio il decollo delle banchine piombinesi o dall’inerzia di chi potrebbe spingere e non lo fa?

In attesa che qualcuno risponda a queste domande, prendiamo atto dell’ultimo ritardo dovuto alla mancata approvazione del progetto definitivo da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, un organismo mastodontico formato da una cinquantina di persone, massimo organo consultivo dello Stato riconducibile al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il 29 si è riunita l’assemblea del Cslp che avrebbe dovuto approvare il progetto. Ma l’ingegner Massimo Sessa, presidente della terza sezione lavori marittimi e, ad interim, anche dello stesso Cslp, ha preso altro tempo restituendo le carte, chiedendo ulteriori integrazioni e rinviando tutti al 14 gennaio.

«Il presidente ha detto che per prassi l’assemblea del Consiglio superiore non vota mai alla prima seduta - dice Luciano Guerrieri, commissario straordinario dell’Autorità portuale - Ci è stato chiesto quindi di controdedurre su alcune prescrizioni. Presenteremo anche quelle e così non ci saranno scuse per nessuno. Sono sicuro, il 14 si chiuderà l’iter. Peccato, ci hanno fatto perdere una ventina di giorni. Abbiamo corso contro il tempo, siamo pronti, questo rinvio lo ritengo inutile e ingiustificato. Mi rendo conto che il Consiglio superiore è un organismo complesso, altamente qualificato e funziona con proprie regole. Tra queste, una norma assurda che vieta a noi, soggetto proponente, di assistere ai lavori. Comunque ci siamo. Le ditte sono allertate, i lavori partiranno immediatamente».

E l’operazione Concordia? D’accordo, superfondali e una vasta area portuale attrezzata verranno realizzati a prescindere, nell’ottica di un polo di rottamazione navale collegato a filiera corta con la nuova acciaieria. Ma la Concordia, nelle previsioni, dovrebbe fare da contratto-copertina per il rilancio dell’economia piombinese. E i margini di tempo per accoglierla sono sempre più stretti. Guerrieri continua a dirsi ottimista: «Nelle manifestazioni di interesse si parlava di opere pronte entro l'estate. In sei-sette mesi possiamo realizzare quelle fondamentali. Ovviamente i rischi sono tanti e tutto deve funzionare alla perfezione. Abbiamo calcolato 30 giorni di fermo lavori per condizioni meteo avverse, ma non possiamo prevedere che tempo farà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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