Gioco
Un altro rinvio, al porto i lavori non decollano
Il Consiglio superiore ha chiesto ulteriori prescrizioni, il 14 nuova seduta. Guerrieri ottimista, anche per la Concordia
PIOMBINO. Sembra la novella dello stento. Pronti, via e invece no. Quando un intoppo, quando un’inchiesta (come quella che aveva decapitato la Cmc), quando un ingorgo amministrativo. Fatto sta che i lavori per l’ampliamento del porto dovevano essere già cominciati da un bel pezzo e invece è ancora tutto fermo, bloccato a Roma. Da chi? Dalla burocrazia, da pressioni di chi non vede di buon occhio il decollo delle banchine piombinesi o dall’inerzia di chi potrebbe spingere e non lo fa? In attesa che qualcuno risponda a queste domande, prendiamo atto dell’ultimo ritardo dovuto alla mancata approvazione del progetto definitivo da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, un organismo mastodontico formato da una cinquantina di persone, massimo organo consultivo dello Stato riconducibile al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il 29 si è riunita l’assemblea del Cslp che avrebbe dovuto approvare il progetto. Ma l’ingegner Massimo Sessa, presidente della terza sezione lavori marittimi e, ad interim, anche dello stesso Cslp, ha preso altro tempo restituendo le carte, chiedendo ulteriori integrazioni e rinviando tutti al 14 gennaio. Luciano Guerrieri, commissario straordinario dell’Autorità portuale, si dice perplesso ma continua a essere ottimista, anche per l’arrivo della Concordia.
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