Sicurezza
Niente nomina del presidente e la scadenza si avvicina
PIOMBINO. In questi giorni di libeccio e scirocco sembra che al porto sia calata la bonaccia. Ancora fermi i lavori di ampliamento, non si registrano movimenti neanche sul fronte dell’Autorità...
PIOMBINO. In questi giorni di libeccio e scirocco sembra che al porto sia calata la bonaccia. Ancora fermi i lavori di ampliamento, non si registrano movimenti neanche sul fronte dell’Autorità portuale. A giorni, il 25, scadranno i sei mesi di mandato concessi all’attuale commissario straordinario ed ex presidente Luciano Guerrieri. La procedura per la nomina del nuovo presidente è stata lunga, tortuosa, poi sembrava aver imboccato l’ultima discesa. Ed è stato lì che si è inceppata. Dal 20 ottobre non si è più saputo niente. Sono passati due mesi e mezzo, ci si avvicina alla scadenza ed è ormai quasi certo che anche la prossima soluzione sarà provvisoria. Guerrieri in teoria potrebbe ricevere un incarico bis, magari breve, il tempo di giungere alla scadenza elettorale. A maggio infatti ci sono le amministrative e Gianni Anselmi, portato a termine il suo secondo mandato come sindaco, potrebbe ricevere la nomina dal ministro Maurizio Lupi. Tutto scontato? No. E non tanto per la candidatura di Anselmi, che aveva messo d’accordo sindaco di Portoferraio, presidenti della Provincia, della Camera di commercio e della Regione (gli altri due nomi della terna sono quelli di Renzo Grassi e di Francesco Bosi), quanto per l’atteggiamento dello stesso Lupi. Il ministro infatti, dopo aver sollecitato la terna, non si è più coordinato col presidente della Regione. Il loro placet avrebbe aperto la strada alla richiesta dei pareri delle commissioni trasporti (Camera) e infrastrutture (Senato). Ma non è stato così. E intanto il Parlamento è in vacanza fino alla seconda metà di gennaio. Lupi forse è preso dall’inchiesta che lo riguarda sul fronte dell’Ap di Cagliari. Ma i tempi stringono.
Se la vicenda non dovesse sfociare in un Guerrieri bis, anzi tris, si farebbe davvero largo l’ipotesi di un commissariamento affidato all’ammiraglio Arturo Faraone sulla scorta di quanto è avvenuto a Napoli.(a.d.g.)
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