Il dolore
Un pericolo continuo sulle strade della città
Rotonde a rischio, poca illuminazione e mancano gli attraversamenti pedonali Del Bruno: da anni facciamo segnalazioni, ma nessuno vuole intervenire
PORTOFERRAIO. Un controsenso. O una manifesta eccezione alla regola per cui sono state create le rotatorie. Immesse nel nostro sistema viario e sulle principali vie d’accesso ai maggiori centri abitati, esse avrebbero dovuto dare all’utenza maggior sicurezza. E invece, prova ne sia l’ultimo incidente stradale avvenuto proprio l’altro ieri, è proprio qui che si registra il più alto numero di incidenti stradali. Come mai?
Vediamo di capirne meglio le cause, prima che si arrivi a commentare un ennesimo incidente più o meno grave. Perché in certi punti circostanziati della nostra città si verifica un così alto caso di incidenti stradali, in cui sono coinvolte autovetture fra loro, oppure motocicli e macchine, quando non addirittura mezzi che investono passanti? Un guazzabuglio di cartelli e avvisi stradali che confondono ulteriormente l’automobilista invece di facilitarne il passaggio in prossimità delle rotonde.
Il conflitto di competenze fra enti preposti alla viabilità non aiuta a trovare le soluzioni. Infine una mancanza d’informazione che non raggiunge quasi sempre la totalità della popolazione che vive nelle vicinanze dei più frequentati rondò. Sono questi gli argomenti tirati in ballo dall’avvocato Paola Del Bruno, titolare della più frequentata Scuola Guida di Portoferraio che ogni anno istruisce e consegna patenti di guida ai giovani portoferraiesi e degli altri comuni isolani.
Partiamo proprio dalla rotatoria di Ponte del Brogi che ha visto l’ultimo incidente stradale in cui è rimasto coinvolto un passante 37enne investito da un’autovettura. «Che ci stanno a fare due cartelli stradali di limite di velocità? – si chiede prima di tutto Paola Del Bruno – Il primo indica il divieto di 70 chilometri all’ora; dopo pochi metri ce n’è un altro di cinquanta. Togliamo definitivamente quello di settanta e lasciamo tutto sulla variante quello di cinquanta, è più semplice».
«E’ da tempo che noi ci battiamo – continua Del Bruno – perché si faccia chiarezza; ma ogni anno ci troviamo sempre punto e a capo». La proposta pare destinata a finire in cavalleria? Parrebbe di sì, perché si capisce che sulla variante sono due enti che hanno giurisdizione: la Provincia per quanto concerne la viabilità e la conservazione della strada, il Comune per quanto riguarda invece la segnaletica.
«Basterebbe che domani mattina un operaio del Comune, con una chiave inglese togliesse il limite di 70 per regolarizzare il limite di velocità nel tratto di strada interessato». C’è un’altra considerazione a fare. La mancanza di un attraversamento pedonale. «Lì vicino c’è il quartiere della Sghinghetta – continua Del Bruno – molto popolato. Ora il pensionato che si deve recare ai supermercati delle Antiche Saline, dove va ad attraversare la strada? Ci sarebbe bisogno di un sottopassaggio o di una sopraelevata, ma dati i tempi di crisi si potrebbe risolvere meglio il tutto, disegnando delle strisce pedonali. Non solo. Ma di notte mettendoci dei pannelli solari per illuminarli come si conviene. Molto spesso mi accorgo quando si transita con le macchine d’autoscuola, i pedoni attraversano sulle strisce che indicano di rallentare la velocità. Le prime strisce a zebra le abbiamo alla fermata dei pullman di Concia di Terra, dove si fermano gli studenti dell’Isis Foresi. Ma anche qui, le strisce sono dietro a una curva e pure qui sono avvenuti incidenti di pedoni che attraversavano di sera».
Altro punto assai rischioso è l’altra rotatoria di Carpani all’altezza dell’officina Vannucci. Qui esistono le strisce pedonali, ma sono lasciate completamente al buio ed è proprio qui che si è verificato l’ultimo incidente stradale mortale. E per concludere, rimanendo a Carpani, la strada di accesso dalla variante al centro Conad ha per divisorio un guardrail, «E’ una lama di coltello – conclude Del Bruno – che divide la macchina se ci sbatti contro».
Luigi Cignoni
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