Sicurezza
In pochi fanno causa al Comune
In un anno e mezzo solo due persone cadute hanno chiesto il risarcimento
PIOMBINO. Cammini tranquillo sul marciapiede, non vedi una buca perché magari è buio o sei distratto, cadi, ti fai più o meno male. «E io faccio causa al Comune», uno dei primi pensieri che ti vengono in mente. Un pensiero dettato dalla rabbia che in qualche caso trova concretezza. Nel 2010 sono state cinque le richieste di risarcimento, nove nel 2011. Il trend delle cause in ambito assicurativo riguarda per l’appunto cadute a piedi, su mezzi o incidenti di vario genere. Si chiama in giudizio il Comune in quanto ritenuto responsabile del sinistro. Tra i cittadini che pretendevano un risarcimento nel 2012 c’era chi era cascato lungo la strada del Quagliodromo e chi era inciampato su un panettone di calcestruzzo. «Ma nell’ultimo anno e mezzo si sono contate solo un paio di cause – spiega Maurizio Poli, dirigente del servizio affari legali del Comune – Il numero di citazioni si è fortemente ridotto rispetto al passato».
Al di là della casistica il procedimento è sempre lo stesso: il cittadino che ritiene di essere nel giusto fa causa all’amministrazione alla quale spetta solo l’accoglimento della citazione, prima di passare il tutto alla compagnia di assicurazioni (l’Abaco srl brokers). In prima battuta c’è da verificare l’effettiva validità della richiesta, accertando o meno la reale “insidia” (manto davvero dissestato, scarsa illuminazione, ecc.), dopodiché l’assicurazione prova a conciliare, proseguendo altrimenti il contenzioso. Quanto costa tutto questo ai cittadini? Al di là degli esiti delle cause solo il premio assicurativo annuale.f.l.)
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