La manifestazione
Il pedone, i marciapiedi e un percorso a ostacoli
Buche grandi e piccole, radici di alberi, scalini improvvisi, transenne, cedimenti Ecco una mappa delle strade più pericolose per chi si muove a piedi in città
PIOMBINO. Buche, radici di alberi, cedimenti, scalini improvvisi e ostacoli imprevisti. Andare in giro a piedi è senz’altro salutare, economico ed ecologicamente corretto, ma talvolta anche pericoloso.
Al pari di centauri e ciclisti, la vita del pedone può essere piena di insidie e disagi.
Ecco allora che, seppur non in sella allo scooter, la buca sul marciapiede, così come il cedimento sul manto stradale, si trasformano in vere e proprie minacce per il “camminatore”.
Diamo subito un quadro generale della situazione a Piombino. Al di là dei casi specifici e delle eccezioni, tendenzialmente dove il marciapiede è modernamente attrezzato con mattonelle la condizione appare buona, mentre laddove resiste il tradizionale asfalto è più facile, soprattutto nei contesti lontani nel tempo, trovare scenari disastrati.
Ancora, dove non arriva l’azione “naturale” dovuta agli anni e ad altre condizioni connesse, ci pensa direttamente l’uomo a creare disagio, con interventi ai limiti del diabolico. Ma andiamo con ordine.
Attenzione alle buche. Il caso più semplice nel quale il pedone rischia di imbattersi è senza dubbio la classica buca. Isolata o a macchia di leopardo nasconde più di un pericolo. Vediamo qualche esempio.
Sembra un vero e proprio campo minato, in pieno centro storico, la strada a fianco della Misericordia che prosegue in via Puccini. Qui non occorre prestare attenzione a una buca in particolare, ma un po’ a tutto il terreno, completamente dissestato. Svoltando poi in via Leonardo da Vinci la situazione non migliora, con un asfalto pressoché sparito lasciando posto a una distesa di sassolini e ciuffi d’erba scivolosi.
Asfalto e mattonelle. Asfalto rovinato anche in via della Repubblica, all’altezza della Tecnocasa, in via Don Minzoni, prima della chiesa, dove il bitume si è gonfiato, all’angolo con via Trento e Trieste e ancora più avanti vicino al semaforo. Manto rovinato anche in piazza Dante e via Barontini, fin dove non iniziano le mattonelle. Ecco, laddove il marciapiede è costituito da piastrelle la situazione è quasi sempre buona, con qualche eccezione. In via Costa, ad esempio, proprio di fronte alla Fineco, è presente un pronunciato cedimento accanto al bordo del marciapiede, mentre le mattonelle possono essere un rischio in via Fucini e via Cellini dove, complice alcuni affossamenti, inventano all’occorrenza, buche piene di acqua. In cima a via Zara, angolo via Giordano Bruno, il problema è invece “umano”. Il passaggio infatti tra asfalto a mattonelle crea un rischioso scalino.
Caso particolare poi nella strada del cimitero, all’altezza del campo dei veterani. Qui manca tutto. Spieghiamoci: il bitume è venuto via, probabilmente per lavori, ma non è mai stato sostituito, tanto che adesso resta a tratti solo il cemento. Il rischio più grosso? Un tombino rialzato in mezzo al marciapiede.
Passeggiata lungomare. Spostandoci nella zona nuova della città, non sono pochi quelli che, complice il sole e un po’ di tempo libero, decidono di avventurarsi in una passeggiata lungomare.
Il panorama è senza dubbio mozzafiato, ma conviene ogni tanto guardare anche davanti per evitare sgradite sorprese. Lasciando un viale Amendola in ottimo stato, ci si immette in un Lungomare Marconi a ostacoli. Al di là del manto rovinato qua e là, le transenne, sia all’inizio che più avanti, fanno ormai parte del paesaggio naturale da tanto ci sono. Se poi la passeggiata comprende anche Salivoli il gioco è fatto. Procedendo da Calamoresca verso il porticciolo il marciapiede viene letteralmente interrotto dai cassonetti della spazzatura. Girando dietro ci si passa, ma non si capisce perché non li abbiano sistemati in altro modo.
Scendendo poi in via Salivoli, sul lato destro a un certo punto sparisce il marciapiede, lasciando posto a una carreggiata dissestata e piena di buche.
Risalendo per Lungomare Marconi lo scenario non è migliore, con l’apparizione recente pure di un mini-cantiere.
Casi limite. Abbiamo lasciato il “meglio” per ultimo. Situazioni più o meno complicate si sprecano, ma alcune sono talmente gravi da meritare una riflessione. Viale della Resistenza, lato Circolino, offre uno spettacolo indecoroso: buche come crateri e tratti di banchina letteralmente invasi dalle radici dei pini.
Come se non bastasse, a peggiorare il contesto, arriva l’intervento umano: proprio sulla curva lato destro, in direzione del porto, a ridurre il già stretto marciapiede si palesa un bel palo della luce. Una persona senza problemi ci passa anche, ma una carrozzina?
Ai limiti dell’assurdo è poi viale Unità d’Italia. Il marciapiede all’ingresso di Piombino è pieno di buche, anche profonde, ma la vera sorpresa è l’interruzione della banchina a causa di segnali stradali, soprattutto, la grossa colonna piantata in mezzo al marciapiede. È lì da una vita? Sì, è vero, ma non è senz’altro alibi per una città che talvolta ostacola di proposito i propri cittadini, con o senza handicap.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
