Sicurezza
«Stop burocratico alle terme a Suvereto»
Parodi (Ups) ipotizza intralci politici orchestrati per favorire l’egemonia di Venturina sul settore
SUVERETO. Inatteso stop e tutto da rifare per il progetto di un impianto termale a Suvereto. Questa la lettura che dà Giuliano Parodi, capogruppo della lista civica di opposizione Uniti per Suvereto, alle ultime novità sull’iter burocratico del progetto.
«Dopo 8 anni dall'inizio dell'iter burocratico – dice Parodi – solo adesso i sindaci e i tecnici dell'ex Circondario si accorgono che è necessaria, oltre alla variante al Regolamento urbanistico, anche una modifica al vigente Piano strutturale per permettere al progetto Terme Suvereto di andare avanti. Una mossa politica – commenta l’esponente della lista civica – che riporta la palla al centro e fa ricominciare il percorso dal punto di partenza. Il vigente Piano strutturale prevede già la possibilità di realizzare impianti termali nel territorio rurale di Suvereto. Quindi vorrei capire che tipo di variante è necessaria e in che termini, visto che per legge se nel Piano strutturale sono previsti impianti termali senza specificare il sub sistema, non è necessaria nessuna variante».
«È paradossale – prosegue Parodi – mettere in discussione la compatibilità con il territorio aperto di un insediamento termale quando questa stessa amministrazione ha inserito nelle Norme tecniche del Regolamento urbanistico di Suvereto l'articolo 78 che prevede in ambito rurale la possibilità di fare di tutto e di più, e non certo legato all'agricoltura: si va dai bar, alle residenze civili fino alle aviosuperfici, senza scordarci gli inquinanti impianti a biomasse».
Anche l'Europa incentiva gli insediamenti termali, ricorda il capogruppo di Ups, mettendo addirittura a disposizione degli incentivi finanziamenti.«Probabilmente – è l’opinione di Parodi – le terme a Suvereto sono viste come una minaccia da qualche comune limitrofo, che, fallita la fusione, un po' goffamente, in questi mesi si è affrettato a cambiare nome alla frazione di Venturina, per rivendicare un egemonia sull'attività termale. Fa sorridere che il nome Venturina Terme arrivi in questi giorni con un ritardo di 30 anni rispetto alla prima proposta uscita negli anni 80 dai banchi dell'opposizione in Consiglio comunale a Campiglia. L'ipotesi del cambio del nome – dice Parodi – fu bocciata dall'allora Pci, tra le battute di scherno del sindaco e della giunta. Quello che è ancora più paradossale in questa situazione è che fu un consigliere di Suvereto, l'allora democristiano Walter Barlettani, a proporla. I veti introdotti in questi anni per rallentare la realizzazione di un comparto termale a Suvereto che, oltre a portare benessere potrebbe diventare il primo volano per un economia zoppicante, devono far riflettere i cittadini che i blocchi sono politici e non tecnici».
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