Il Tirreno

All’Elba è baby boom, natalità in crescita del 15%

di Luigi Cignoni
All’Elba è baby boom, natalità in crescita del 15%

Negli ultimi 12 mesi le nascite sono state 212, trenta in più rispetto al 2012 La prima elbana del 2014 si chiama Rania, i genitori sono del Marocco

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PORTOFERRAIO. Fiocco rosa al reparto di ostetricia del nosocomio elbano nel nuovo anno.

Si chiama Rania la prima nata del 2014 all'ospedale di Portoferraio. I suoi genitori sono stranieri, provengono dal Marocco e risiedono all’Elba da diverso tempo. È una bellissima femminuccia che sta bene, come pure la madre.

Al momento della nascita pesava 3 chili e 910 grammi. E le nascite presso il reparto portoferraiese sono in sensibile crescita rispetto allo scorso anno. «Nel 2013 – dice l’ostetrica dell’ospedale di Portoferraio Valeria Marino – i nati sono stati 212, per l’esattezza trenta in più rispetto al 2012».

Una tendenza in crescita che premia il lavoro che medici, paramedici stanno facendo per tenere alta la qualità dell’ospedale sulla maggiore isola della Toscana. «Di sicuro il trend è molto positivo – continua ancora l’ostetrica – se si considerano tutte le difficoltà logistiche che sono proprie per un ospedale insulare, ma si può fare ancora di più». Nell’anno che è appena iniziato si mira di recuperare anche le donne in dolce attesa "elbane e non" che scelgono di partorire altrove per seguire la pratica indolore. In questo modo la lista dei nati all’Elba diventerebbe ancor più lunga.

Di che cosa si tratta? In pratica è prevalsa l’idea che il parto deve essere vissuto dalle partorienti nel pieno delle proprie capacità fisiche e psichiche, per cui la tecnica che più riusciva ad attenuare la componente algica, mantenendo la percezione della contrazione e della necessità di collaborare attivamente alle varie fasi del travaglio e della nascita era l’analgesia spinale con le sue varianti peridurale o epidurale. Adesso viene praticata la tecnica del porto in acqua, meno traumatico per il nascitura che passerebbe da un ambiente liquido ad un altro.

«Questa tecnica – dice ancora la dottoressa Marino – viene praticata a Cecina e Livorno, ma anche a Piombino. Nonostante le difficoltà oggettive, noi tutti, ginecologi, pediatri, ostetriche e infermiere dell'Area Materno Infantile di Portoferraio speriamo di poter offrire per il 2014 e per gli anni futuri – conclude Valeria Marino – sempre più servizi all'utenza elbana in modo da "recuperare" quelle gravide che scelgono altri punti nascita. Da parte nostra abbiamo presentato un progetto specifico all’Azienda; speriamo di essere ascoltati; da parte nostra l'impegno c'è ed è costante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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