Il dolore
Cominciano i saldi, una boccata d’ossigeno per tutti
Scattato anche l’obbligo del pagamento elettronico Baronti (Confesercenti): «Un altro onere per le imprese»
PIOMBINO. Le ultime di ore di attesa prima dei saldi sono un conto alla rovescia verso una boccata di ossigeno.
«I saldi sono un appuntamento a cui le imprese guardano con molto interesse - spiega Antonio Baronti, presidente Confesercenti - Soprattutto quest’anno. La stagione è stata molto contratta, peggiore delle precedenti, e i negozianti sono in attesa di questa occasione per cercare di risolvere i molti problemi che gravano sulle attività. Le famiglie hanno speso poco. I saldi sono un’opportunità per tutti, sia per chi acquista, ma anche per chi sta al di là del banco».
In Toscana i saldi cominceranno domani (sabato 4). Le previsioni nazionali parlano di ribassi dei prezzi attorno al 30-40%, mentre la disponibilità di ciascuno potrebbe toccare i 140-150 euro. «C’è da augurarsi che le cifre siano realmente quelle - commenta l’assessore alle attività produttive Luca Pallini - ma è bene tenere di conto del potere d’acquisto delle famiglie. Temo che rispetto agli anni passati ci sarà una flessione anche se, come sempre, il 99% delle persone aspetta i saldi per comprare qualcosa per sé».
«A Natale i clienti comprano articoli destinati ai regali - confermano dal negozio d’abbigliamento “Corso 41”, in corso Italia - mentre per i saldi si fanno acquisti per noi stessi». Certo, specificano al negozio, trattandosi di articoli praticamente nuovi «sarebbe stato meglio avviare i saldi a fine gennaio».
«A mio parere, invece, sarebbe meglio trovare un sistema per anticiparli - evidenzia Pallini - Stando così le cose l’augurio è che le persone si siano organizzate per tempo per potervi partecipare. E che, a ogni modo, chi ha da spendere spenda a Piombino».
A chiedere, in ogni caso, già da diversi giorni sono in parecchi. «Diciamo da subito dopo Natale» rispondono al negozio Benetton, sempre in corso Italia. Giovani e giovanissimi che hanno ricevuto soldi in regalo per le feste e anche chi solitamente non ama visitare negozi di abbigliamento e lo fa solo in prossimità di Natale, Pasqua e, appunto, dei saldi.
Ma l’inizio del 2014 porta anche un’altra novità ai commercianti, ovvero l’obbligo del Pos (point of sale), ovvero il dispositivo per il pagamento tramite carta di credito o bancomat. In sostanza, il cliente che spende sopra i 30 euro, se vorrà pagare con queste carte dovrà avere la possibilità di farlo tramite l’apposita apparecchiatura. Strumenti che sono molto diffusi già da diversi anni, ma non ancora in maniera assoluta. «Io per esempio - spiega Federica Orlandini, titolare della cartoleria “Jolly” - ho sempre evitato di metterlo, visto che ha degli oneri molto consistenti. Bisogna considerare il canone annuo e le percentuali che le banche prendono per sé su ogni transazione. Cosa rimane a noi commercianti, peraltro già subissati da notevoli aumenti di Iva? Questo provvedimento rischia di diventare un modo per farci alzare i prezzi».
«Il Pos è un servizio che diventa pesante quando si parla di piccoli acquisti - dice ancora Baronti per Confesercenti - e grava molto sull’impresa, che ha già molti oneri. E’ un servizio che un commerciante offre e che adesso si trova costretto a offrire».
«E’ un momento difficile per imporre certi obblighi quando ci sono negozi che non hanno neanche la linea telefonica - conclude Pallini - La cosa spiacevole però è che si debba utilizzare proprio la parola “obbligo”: il Pos è un servizio che va dato, sia ai cittadini che ai turisti e che col passare del tempo diventerà inevitabile».
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