Sicurezza
Contratti di solidarietà, no ai tagli
Prime reazioni alla norma inserita nella Legge di stabilità
PIOMBINO. Prime reazioni dal mondo sindacale e politico locale alla vicenda della decurtazione delle integrazioni statali ai contratti di solidarietà che, solo a PIombino, interessano circa tremila lavoratori del polo siderurgico. Un taglio deciso nella Legge di stabilità che si ripercuoterà direttamente sugli stipendi già magri dei lavoratori.
«Da un Governo di larghe intese, dove Letta dice che non è un tecnico ma un politico, di prevalenza di centro sinistra non ci saremmo mai aspettati che venissero colpiti i lavoratori in contratto di solidarietà – dice Daniele Bedendo, Rsu Fim alla Lucchini Servizi – Se queste devono essere le scelte politiche di questo Governo, è meglio andare subito alle elezioni senza creare altri danni ai lavoratori che già da tempo pagano in prima persona la crisi. Alla Lucchini Servizi siamo al 59% in solidarietà – prosegue Bedendo – metà dei 263 dipendenti è in solidarietà. Queste cose i lavoratori se le ricorderanno quando si andrà alle elezioni sia nazionali che amministrative. Siamo pronti a tutte le iniziative del caso sul quale chiediamo che si attivino subito anche i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil».
La questione dei contratti di solidarietà, per Ilio Benifei, coordinatore di Sel, «è l’ulteriore dimostrazione di una politica che non tiene di conto di quella parte di persone che oggi sono in sofferenza e subiscano la crisi. Di fronte a questo disastro sociale, il Governo taglia sulla cassa integrazione in deroga, non risolve definitivamente la questione degli esodati, taglia la solidarietà, non avvia nessun piano per una ripresa dell’economia». Sel Piombino chiede dunque alla Regione di mentenere la propria quota di integrazione del 10% anche nel 2014 e si farà promotore di un intervento verso il proprio gruppo parlamentare per chiedere che il Governo ripristini la copertura precedente.
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