Il Tirreno

Agricoltura: crisi e poche prospettive

di Francesca Zamboni
Agricoltura: crisi e poche prospettive

La Cia tira le somme del 2013, l’unico dato lievemente positivo riguarda l’occupazione: più stagionali e braccianti

3 MINUTI DI LETTURA





VENTURINA. Agricoltura 2013, bollettino di fine anno preoccupante. Se n’è discusso, ieri, all’incontro Cia dedicato all'andamento dell'anno giunto a chiusura.

Come spiega il presidente Cinzia Pagni «2013 pieno di problematiche, sia per gli aumenti dei costi di produzione ed energetici sia per i fattori climatici. Debole competitività sul mercato, riduzione di produzione e svariati ritardi nei trapianti delle culture. Ma dobbiamo sottolineare – aggiunge Pagni – un aumento del tasso di occupazione. Insomma Pertanto annata impegnativa per tutto il mondo agricolo. Adesso – prosegue il presidente – non resta che sperare in un recupero del credito, visto che le imprese evidenziano difficoltà a recuperare reddito e proporre nuovi investimenti». Purtroppo gli effetti della crisi economica hanno accentuato le difficoltà del comparto agricolo con prezzi all'origine tendenzialmente al ribasso.

La piovosità primaverile ha poi reso difficoltosa la semina di molte culture, per non parlare delle grandinate e i forti venti. Le conseguenze si sono infatti riflettute negativamente sul settore cerealicolo e olivicolo le cui produzioni hanno mostrato un netto calo.

Stessa situazione per l’ortofrutta con un inizio anno condizionato dal maltempo fino ad aprile con spinaci e cavoli in calo produttivo a seguito di ripetute gelate e grandinate. Il pomodoro da industria, sempre per avverse condizioni climatiche, ha subito un ritardo nei trapianti, posticipando la maturazione col rischio di non poter chiudere il ciclo produttivo. Il settore viticolo ha visto invece un aumento rispetto al 2012, sebbene sia stato un anno caratterizzato dalla siccità estiva. Inoltre le piogge di primavera e inizio estate hanno impegnato i viticoltori per la difesa sanitaria delle colture. Ripresa anche per quanto riguarda il settore apistico/miele rispetto al 2012, nonostante alcune fioriture di castagno ed eucalipto siano andate fallite.

«Tuttavia – ribadisce Pagni – l'agricoltura è un settore dinamico detto “a cielo aperto”. Settore che non è possibile abbandonare che ha bisogno di cure continue, tanto che si ha un trend di aumento dell'occupazione. Qui lcontrotendenza: rispetto al 2009, nel 2012 in provincia di Livorno l'occupazione in agricoltura cresce del 14%. L'agricoltura si presenta come valida via d'uscita dalla crisi e come un valido modello di sviluppo». La terra e le sue risorse giocheranno un ruolo fondamentale nella società del futuro a partire dall'alimentazione e dalla salute fino all'ambiente. Il limite semmai consiste nel considerare il settore agricolo solamente finalizzato alla produzione e al mercato, poiché essendo un centro intersettoriale di attività, produzioni, servizi e attività può rappresentare davvero un nuovo modello di crescita. Quindi tante difficoltà, ma anche tanta voglia di reagire.

La speranza è che la politica rivaluti il settore agricolo con misure che agevolino l'ingresso dei giovani al suo interno. Per questo motivo è necessario semplificare e sburocratizzare il quadro normativo per favorire gli investimenti degli imprenditori, creando così competitività e nuovi posti di lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web