La manifestazione
Menu natalizio, ecco i consigli dello chef
PORTOFERRAIO. Tempo di festività con pranzi e cene. Chi meglio dello chef Michele Nardi può dare i giusti consigli? «Considerata la crisi, – dice il cuoco che la sera spesso crea menu al ristorante...
PORTOFERRAIO. Tempo di festività con pranzi e cene. Chi meglio dello chef Michele Nardi può dare i giusti consigli? «Considerata la crisi, – dice il cuoco che la sera spesso crea menu al ristorante Casanova del Lido di Capoliveri – favoriamo un ritorno alla semplicità, ai cibi genuini dell'isola. Quindi un Natale che esalti la terra e i suoi prodotti naturali, mantenendo un pizzico di modernità. Presentiamo i piatti sfruttando l'idea del fingerfood. Ritroviamoci con i nostri cari per fare piccoli spiedini di carne e verdure da friggere in pastella, poi dei bicchierini con dentro una mousse di formaggi molli, alternata con salmone e noci. Ma ancora in vetro servirei un tocco di palamita sottolio, con insalata di rucoletta selvatica».
E lo chef suggerisce anche il classico paté da servire in barchette di pasta sfoglia, accompagnati da un filo di miele elbano. «Per i primi – conclude – visto l'inverno per ora mite, abbiamo erbe spontanee diffuse nei nostri boschi, ritroviamoci in casa a impastare farina e uova per confezionare, magari con l'aiuto della famiglia riunita, tortelli con ricotta e borragine, erba da scottare in acqua bollente per circa 10 minuti prima di impastare con una buona ricotta fresca. L’accompagniamo con un sugo di macinato misto, ottavi di galletto e coniglio, che poi possono essere un piccolo secondo».
Con la pasta fresca in eccesso, ottenuta con i ritagli dei tortelli, si può completare una squisita minestra di ceci profumata alla nepitella, che trovate lungo le stradine di campagna. «Abbonderei – dice Nardi – con antipasti e primi, senza secondo, per passare ai dolci tenendo bene a mente la tradizione che deve essere sempre presente e viva. Pan ficcato, imbollita di fichi e schiaccia briaca, non dovrebbero mancare mai, tanto una fetta di pandoro o di panettone si rimedia sempre».
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