Il Tirreno

Lucchini, un mese di passione

di Cristiano Lozito
Lucchini, un mese di passione

Pubblicato il bando. La Fiom: il governo si è impegnato, chi compra dovrà trovare l’altoforno in marcia

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PIOMBINO. Un mese di tempo per presentare manifestazioni d’interesse al commissario della Lucchini, Piero Nardi. Poi dopo l 20 gennaio i soggetti inetressati avranno il disciplinare di gara e potranno visitare gli impianti. Solo a quel punto si passerà alle offerte vincolanti. Quando in ballo – secondo quanto annunciato da Nardi – non ci sarà solo l’offerta economica ma anche il piano industriale.

Ieri è iniziata la pubblicazione sui quotidiani del bando per la cessione delle attività Lucchini, cioè gli stabilimenti di Piombino e Lecco, quelle della Vertek che interessano anche Condove, infine la Gsi, fabbrica che produce sfere.

Il bando è congegnato secondo le attese, partendo dalla prima ipotesi di mantenimento del ciclo integrale, passando in subordine per la riconversione in acciaieria elettrica con impianto di produzione di ghisa, oppure con il solo forno elettrico, mentre l’ultima ipotesi è quella della cessione dei laminatoi.

Se dunque il bando è stato presentato nei tempi previsti, resta da concludere il lavoro – su cui è impegnato a tempo pieno il sindaco Gianni Anselmi – per la redazione del protocollo d’intesa e dell’accordo di programma.

Per il protocollo d’intesa dovrebbe essere ormai questione di giorni, per l’accordo di programma potrebbe essere necessario più tempo, anche se comunque non si andrà oltre gennaio, per affiancare al bando di gara per la vendita della Lucchini lo strumento tecnico indispensabile ad attivare risorse europee e dello Stato.

In questa fase ovviamente il sindacato è interessato al mantenimento degli impegni presi dal governo sull’altoforno: «Su questo tema il governo ha fornito garanzie esplicite – dice il segretario provinciale della Fiom, Luciano Gabrielli – Chi compra dovrà trovare l’altoforno in marcia, perché gli accordi presi a Roma sono che l’impianto non si tocca finché appunto non c’è un acquirente dello stabilimento. Su questo restiamo fermi, ripetiamo che rispetto al mantenimento in marcia dell’altoforno non può essere certo il commissario Nardi a prendere decisioni. E il sindacato vigilerà con grande attenzione».

Per Gabrielli intanto però occorre «accelerare sulla firma del protocollo d’intesa, che avrebbe dovuto essere pronto entro dicembre e sull’accordo di programma che dovrà contenere impegni e incentivi».

La mancanza del protocollo d’intesa aveva fatto saltare di recente, per decisione dei sindacati, l’incontro al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione. Motivo: per discutere di cassa integrazione serve un protocollo d’intesa che tocchi tutti gli aspetti legati ai riflessi sui dipendenti diretti e su quelli delle imprese di appalto. Per questo serve una dicussione che coinvolga anche i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Il senso è: la cassa integrazione va estesa a tutte le imprese in modo da arrivare senza drammi sociali all’obiettivo del progetto di forno elettrico e Corex.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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