Il Tirreno

Il sindaco Anselmi congela le dimissioni di Francini

di Alessandro De Gregorio
Il sindaco Anselmi congela le dimissioni di Francini

Un lungo colloquio con il vice sulla questione del bando vinto dal cognato «Non è indagato ed è bene che rifletta prima di prendere decisioni d’impulso»

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PIOMBINO. Un lungo colloquio, poi la decisione di concedersi del tempo. Di pensarci su. Di prendersi la classica pausa di riflessione. Solo che qui non stiamo parlando di una coppia di coniugi in crisi ma del sindaco e del suo vice nonché assessore ai lavori pubblici, che ieri di fatto aveva preannunciato al Tirreno l’intenzione di dimettersi «prima che qualcuno me lo chieda pubblicamente».

Gianni Anselmi ha convinto Lido Francini che è meglio attendere qualche giorno prima di decidere sulla sola spinta dell’emotività. «In fondo stiamo ragionando di un articolo di giornale e di un’indagine che non riguarda affatto Francini» taglia corto Anselmi. Come dire: in un Paese in cui nessuno si dimette, nemmeno col fucile spianato, possibile farlo senza neanche una mezza accusa formale?

L’indagine è quella che i carabinieri stanno conducendo sullo stabilimento balneare Torre Mozza beach, o meglio sul bando per l’affidamento della sua gestione.

Bando aperto lo scorso anno, al quale parteciparono una trentina circa di candidati e che fu vinto dal Valter Bertuletti. Il cognato di Francini.

A distanza di tempo, sulla base di esposti e anche di un ricorso al Tar, i carabinieri a settembre hanno acquisito la documentazione su incarico del sostituto procuratore Gianfranco Petralia. Stando infatti alle accuse di alcuni tra quelli che avevano partecipato alla gara, Bertuletti non solo non sarebbe stato escluso per un vizio di forma ma sarebbe stato anche favorito nel punteggio. Le indagini non sono chiuse e al momento nessuno è iscritto nel registro degli indagati. Si ipotizza solo il reato di abuso d’ufficio, relativo peraltro alla commissione esaminatrice ma a carico di ignoti, e non ci sono elementi che colleghino Francini alla vicenda se non quello relativo alla parentela con il vincitore.

Questo però è bastato, al vicesindaco, per annunciare di preferire le proprie dimissioni alla eventuale speculazione che qualcuno avrebbe potuto fare sulla pelle di Anselmi e dell’intera giunta.

A sentire Francini, sembrava che le dimissioni fossero imminenti. Poi invece ieri mattina Anselmi gli ha consigliato di aspettare.

«Ho apprezzato sia la disponibilità a farsi da parte che le motivazioni di Francini - dice Anselmi - ma gli ho chiesto un momento di riflessione. Lo farà, lo faremo tutti, anche approfittando di questi giorni di festività. In fondo non ci sono atti formali sui quali dover prendere decisioni immediate e dettate solo dall’impulso. Serve invece fermarsi e capire».

Anselmi distingue il piano politico, legato alla percezione di una presunta influenza di Francini sul presidente Maurizio Poli e sui membri della commissione, e il piano squisitamente amministrativo, cioè quello che concerne il lavoro degli uffici e delle commissioni. «Farò anch’io le mie verifiche - aggiunge il sindaco - anche se i nostri uffici hanno sempre lavorato correttamente».

Di sicuro per la giunta e per il Pd questa inchiesta è una brutta gatta da pelare anche dal punto di vista prettamente politico, considerando che le amministrative sono alle porte e prima ancora c’è da sciogliere il nodo delle primarie per la scelta del candidato sindaco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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