Lutto
Negata per 5 giorni la disoccupazione
Una beffa per alcuni precari che da anni lavorano all’Asiu «Sono pochi soldi ma fanno comodo, così è mortificante »
PIOMBINO. C’è chi, per cinque o sei giorni in meno, non riuscirà ad avere la disoccupazione. Chi, dopo dieci anni e più da stagionale, quest’anno ha lavorato solo tre mesi. Chi di anni ne compie 60 e chissà dove potrà trovare un posto. E altri che sfiorano i 55. Significa restare fuori da ogni concorso.
Siamo all’Asiu. Dove, di situazioni del genere, se ne contano 7 o 8. Precari che, nel tempo, invece della stabilizzazione, hanno subìto il calo delle giornate.
Stavolta, per alcuni, il danno si somma al danno: l’impossibilità di riscuotere la disoccupazione. Per una manciata di giorni in meno rispetto ai minimi richiesti. I requisiti parlano di 52 settimane nei due anni precedenti per avere l’indennità completa (Aspi, come l’aveva ribattezzata Fornero) e almeno 90 giorni in un anno con la mini Aspi.
Poche centinaia di euro. Circa 1.300 in tre rate. L’equivalente di un mese per chi ne ha lavorati tre. Tutto qui.
«Eppure, quei soldi fanno comodo. E, se ne fanno», racconta uno dei lavoratori con una situazione familiare pesante assai e un’invalidità che non ha mai limitato il suo lavoro.
A conti fatti e rifatti, gli mancano solo sei giorni per avere in tasca la disoccupazione. E quando lo ha fatto presente all’impiegato dell’ex ufficio di collocamento, ha ingoiato un’altra mortificazione. « “In fin dei conti sono poche centinaia di euro”, mi ha detto. Eppure, quelle poche centinaia di euro, mi farebbero almeno respirare. Il posto fisso è un’utopia. Lo so. Ma qui ti tolgono anche l’aria».
I precari Asiu raccontano che, fino a qualche anno fa, l’azienda era collaborativa. Faceva in modo che tutti raggiungessero la soglia minima prevista. «Adesso, solo qualche promessa vaga e risultati zero», spiega un altro lavoratore.
Poi c’è il capitolo dei concorsi, dove persone che hanno lavorato a lungo nel settore per il quale la selezione è stata indetta, giunti al terzo posto nel penultimo concorso, sono state ritenute non idonee. L’ultima selezione, per l’assunzione di operai destinati all’impianto per la produzione del conglomix, è stata bloccata da Asiu. Ma solo dopo la prova scritta. Destando perplessità, disappunto e un paio di interpellanze.
«La crisi della Lucchini si fa sentire, nel conferimento dei rifiuti speciali, passati da 175 mila tonnellate nel 2005 a circa un decimo quest’anno. La decisione è nata da ciò. L’azienda ha l’obbligo, anche morale, di raggiungere i parametri di efficienza che le consentano di tutelare i posti che già sono in organico», sostiene il presidente, Fulvio Murzi. Che, rispetto agli inserimenti sociali mediante il ricorso a finanziamenti regionali e provinciali, a costo zero per Asiu, è categorico: «Sono lavoratori in più, che non prendono il posto di nessuno. Sono formati e in affiancamento agli operatori sulla spazzatrice. Così come prevede la normativa di riferimento».
Una dichiarazione che non convince chi è rimasto fuori: «Non abbiamo niente contro queste persone. Ma stanno ricoprendo un servizio che prima facevamo noi. E allora, Asiu che cosa li fa a fare i concorsi»?
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