I carabinieri indagano sulla gara vinta dal cognato del vicesindaco
Acquisita su delega della Procura la documentazione relativa al bando per il Torre Mozza beach Il nuovo gestore avrebbe ottenuto punteggi e favoritismi a scapito degli altri concorrenti
PIOMBINO. Il cognato del vicesindaco sarebbe stato favorito in quella gara per accaparrarsi un tratto di spiaggia da gestire sulla Costa est. E’ su quanto stanno lavorando i carabinieri su delega del sostituto procuratore Gianfranco Petralia, che ha aperto un fascicolo sul Torre Mozza beach, il bagno al confine tra Piombino e Follonica. Una striscia di sabbia, 240 metri lineari, una novantina di ombrelloni. Dall’estate dello scorso anno il bagno è gestito da Valter Bertuletti, bergamasco trapiantato a Riotorto. Bertuletti è il cognato del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Lido Francini. Questo di per sé non significherebbe niente, se non fosse che la gara vinta da Bertuletti presenta alcune ombre.
Fallimento e nuovo bando. Vediamo di arrivarci un passo alla volta. Siamo nel 2010 quando il tribunale dichiara il fallimento del Torre Mozza beach, complesso turistico formato da ristorante, camere e annesso stabilimento balneare. Dopo la sentenza decade la concessione demaniale. Il Comune si riprende di fatto la spiaggia e, nell’aprile dello scorso anno, apre un bando per affidare di nuovo la concessione «avente a oggetto un tratto di arenile demaniale posto nella Costa est del comune di Piombino, in località Torre Mozza, da adibire a spiaggia attrezzata mediante la posa di ombrelloni e di lettini e la gestione di servizi vari inerenti la pulizia, la sorveglianza bagnanti con possibilità di noleggio ombrelloni».
Un errore e la proroga. Il bando, firmato dal dirigente del settore affari generali e istituzionali Maurizio Poli, contiene un errore materiale: il tratto in questione è indicato al foglio catastale 23 anziché 63. Così il bando viene corretto e prorogato al 21 maggio 2012.
Le buste, gli esclusi. Alla gara partecipano quasi trenta candidati, ma soltanto un terzo di essi finisce in graduatoria. All’apertura delle buste molte domande vengono rigettate per vizi di forma. In un caso (Luca Ancillotti) perché il candidato aveva presentato un progetto che riguardava appunto una particella catastale sbagliata. In altri casi perché alle dichiarazioni sostitutive non erano stati allegati i documenti di identità.
Insomma, quel giorno la commissione si mostra fiscale. Ma non per tutti.
Chiudere un occhio. Bertuletti infatti presenta una domanda in busta anonima, senza mittente; e non possiede neanche i requisiti di cui all’articolo 7 del bando, che prevede un bonus di 10 punti nel caso in cui il candidato sia un lavoratore in mobilità o disoccupato. Lui invece è cassintegrato in deroga, quindi percepisce uno stipendio e non dovrebbe godere di alcun vantaggio. Eppure lo ottiene. Quei dieci punti lo fanno schizzare in cima alla graduatoria a quota 64. Dietro di lui, una srl di Follonica (la Geomare) con 59 punti. Poi altri due candidati a 57, uno a 56, uno a 50 e così via fino all’undicesimo con 36 punti.
Esposti e ricorsi. Tra gli esclusi, a parecchi non va giù. Seguono le istanze di accesso agli atti, scatta un ricorso al Tar (da parte di Ancillotti), partono i primi esposti anonimi. Intanto Bertuletti lavora. Fa una mezza stagione nel 2012 e una stagione piena nell’estate di quest’anno.
Le indagini. La Procura decide di vederci chiaro. I carabinieri mettono sotto la lente tutte le concessioni demaniali marittime rilasciate in quel periodo. Comprese quelle della Lega navale e del Teatro del mare, le più recenti in ordine di tempo. Tutto è regolare. Tutto tranne che a Torre Mozza. A settembre i carabinieri acquisiscono la relativa documentazione e cominciano a sentire un po’ di persone. Non hanno ancora terminato di sentirle, ma le voci cominciano a correre.
Ipotesi di reato. A quanto sappiamo si ipotizza il reato di abuso d’ufficio riferito alla commissione esaminatrice (formata dal presidente Poli, da due membri esterni e dal segretario verbalizzante). Non verrebbe presa in considerazione la turbativa d’asta, trattandosi di offerta non economica ma tecnica; e nemmeno la concussione. Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati. Gli unici elementi che risulterebbero abbondantemente provati sono il diverso trattamento riservato al vincitore del bando rispetto agli altri concorrenti. Ma le indagini non sono ancora chiuse.
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