Gioco
«Se va bene la vendita delle rotaie, significa che l’Afo deve vivere»
Fim, Fiom e Uilm replicano all’azienda sull’andamento positivo del mercato e tornano a difendere il ciclo integrale
PIOMBINO. Le notizie positive comunicate da Lucchini sulle prospettive offerte dal mercato delle rotaie, piacciono alle organizzazioni sindacali. Che, però, ne danno una propria chiave di lettura. Definendola la prova che l’altoforno può e deve avere un futuro. Al contrario di quanto, temono, avrebbe voluto far trapelare il commissario straordinario Piero Nardi con la nota aziendale di un paio di giorni fa. Perchè, schematizzano fonti sindacali, senza Afo le rotaie di qualità non si fanno, perchè non si può rimanere ostaggio delle importazioni di acciaio per produrle. E perchè, in attesa dell’eventuale introduzione del Corex, passerebbero degli anni durante i quali la cassa integrazione schiaccerebbe i lavoratori e pure l’azienda. La quale, nel frattempo, perderebbe ordinativi importanti e pezzi significativi del portafoglio clienti.
Le tre organizzazioni di categoria ritengono, anche di fronte a questi significativi cenni di ripresa, che l'apertura, ormai prossima, del bando di gara, possa favorire l'ingresso di un soggetto industriale serio «che - chiudono - investa in questo stabilimento, per garantirne la continuità produttiva e dare certezza sul futuro occupazionale di tutto il comprensorio».
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