La manifestazione
Microcredito, assalto disperato
Un centinaio di domande in Val di Cornia, ma poche hanno la speranza e i requisiti per essere accolte
PIOMBINO. Sono un centinaio le domande inoltrate all’Arci territoriale nell’ambito del microcredito a partire da novembre.
Aiuto promosso dalla Regione, il prestito sociale è uno strumento in più rivolto a coloro che, in un contesto generale già complicato, si ritrovano a dover fronteggiare situazioni particolari, come spese improvvise e urgenze impellenti.
In un frangente delicato come quello che nello specifico sta attraversando la Val di Cornia era prevedibile quindi una consistente richiesta al microcredito. Delle domande inoltrate, nella maggior parte dei casi registrate su Piombino, sono però poche quelle che potranno avere la speranza di venire accolte.
Mentre la commissione di valutazione per l’erogazione del prestito sociale sta ancora valutando la prima parte delle richieste, con altrettanti colloqui fissati sino al 31 gennaio, non risultano al momento fondi accordati.
L’Arci ha per adesso bloccato ulteriori colloqui, per evitare nel caso eccessive richieste rispetto alla reale disposizione concessa dalla Regione, in attesa di un’eventuale rinnovata opportunità di erogazione.
Il problema emerso dall’ondata di domande arrivate all’Arci territoriale è sostanzialmente uno e cozza contro il principio base del prestito sociale della Regione, ovvero il requisito della “temporanea difficoltà”. Per capirsi, facciamo due esempi: ok la spesa improvvisa dell’acquisto per l’apparecchio ai denti del figlio o per l’organizzazione del funerale della mamma. Fuori dalla logica del microcredito invece la richiesta in arrivo da chi non ha un lavoro da anni o deve pagare mesi di arretrati.
«Purtroppo sono arrivate domande da persone che devono essere seguite con altri strumenti e da altri soggetti, a partire dagli assistenti sociali che già fanno salti mortali nel nostro territorio – spiega Vittorio Pineschi, presidente Arci – La normativa regionale è chiara e noi a quella dobbiamo attenerci, prendendo come requisito fondamentale la temporanea difficoltà. In questo senso non possono rientrarvi le situazioni di crisi croniche».
Eppure soprattutto queste sono arrivate agli sportelli dell’Arci, accompagnate da richieste di denaro in linea con un contesto di accertata indigenza economica. Oltre alla “temporanea difficoltà” ciò che sembra per il momento poco chiaro ai cittadini è la modalità di erogazione dell’eventuale prestito. Alla domanda, inoltrata con la relativa documentazione, segue la valutazione della commissione. Di fronte a una valutazione positiva, il fondo non verrà dato al cittadino, ma direttamente al creditore.
Esempio: prestito concesso per l’apparecchio dei denti del figlio? Bene, i soldi necessari verranno erogati direttamente al dentista, senza passare dalle mani di chi ha chiesto il prestito. Purtroppo il trend riscontrato con il microcredito sembra assecondare la fase di forte disagio percepito da tutto il Paese, con particolare accento in Val di Cornia, dove la crisi della siderurgia crea un’ulteriore preoccupazione nel generale contesto.
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