Addio a Susini, padre della riforma della sanità locale
Con passione e rigore creò nuovi servizi: il consultorio, la medicina del lavoro, l’assistenza domiciliare agli anziani
PIOMBINO. È scomparso, all’età di 84 anni, Giancarlo Susini, l’ultimo ufficiale sanitario e uno dei protagonisti della riforma della sanità pubblica in città. La salma resterà oggi fino alle 12 nella sala del commiato della Pubblica assistenza, poi verrà trasferita a Livorno per la cremazione.
Livornese, il dottor Susini aveva assunto il suo incarico a Piombino in uno dei momenti più delicati per il mondo della sanità, dedicandosi con competenza e passione ai molti problemi aperti negli anni Settanta, a cominciare dall’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della centrale Enel di Tor del Sale. Una vicenda complessa, sia sul piano politico che tecnico-sanitario. Notevole fu allora il lavoro di documentazione messo insieme col professor Luigi Checcacci, direttore dell’Istituto d’igiene dell’Università di Pavia, consulente del Comune di Piombino.
Erano gli anni in cui la sanità passava dall’attenzione prevalente alla cura, alla prevenzione. E ancora in collaborazione con l’Università di Pavia, l’allora Ufficio d’igiene diretto da Susini si trovò impegnato a realizzare nella città-fabbrica il primo servizio di medicina del lavoro.
Intanto l’ufficio d’igiene da semplice erogatore di vaccini e strumento di controllo stava assumendo una posizione centrale nella trasformazione della sanità. In quegli anni nacquero servizi importanti per le donne come il pap test, realizzato con efficienza nei locali di piazza Appiani. Poco dopo arrivò il referendum sull’aborto con la necessità di realizzare il primo consultorio. La legge regionale aveva decretato lo scioglimento di tutti gli enti assistenziali, così, cogliendo l’occasione della soppressione dell’Onmi, il dottor Susini lavorò per adeguare i locali di via Buoncompagni, assumere il personale specializzato e organizzare il nuovo servizio.
I problemi nuovi in quegli anni erano incalzanti e si intrecciavano con i servizi istituzionali ordinari. Giancarlo Susini seppe tenere testa al nuovo senza mai abbandonare i compiti minuti, che erano tanti, e che investivano direttamente le responsabilità dell’Ufficiale sanitario. In campo non metteva solo la sua competenza professionale ma anche la passione politica. Rigoroso nel pretendere il rispetto della regole nella sua veste di controllore dell’igiene pubblica, si gettò con impegno anche nella costruzione del nuovo. L’obiettivo, anticipatore della riforma sanitaria alle porte, era abbattere le barriere che separavano la prevenzione e l’assistenza socio-sanitaria, demandata ai Comuni, e la cura affidata completamente agli ospedali. Il primo embrione della riforma furono i Consorzi socio-sanitari. E Piombino fu ancora una volta tra i primi in Toscana ad accettare la sfida, grazie all’impulso del sindaco di Campiglia Aldo Montomoli. Nacquero in quel periodo i distretti, e anche fisicamente l’assistenza socio-sanitaria spostò il suo baricentro, grazie a una nuova impostazione culturale e politica.
Forte la richiesta di nuovi servizi, dalle fabbriche quello del servizio di prevenzione sui luoghi di lavoro, dalla società la spinta della donne e delle famiglie. Ai servizi già sperimentati si aggiunse, tra mille difficoltà iniziali e molti pregiudizi, l’assistenza domiciliare agli anziani, anche questa tutta da costruire.
Il dottor Susini visse con entusiasmo questa fase di trasformazione, aperto al nuovo, nonostante le mille incombenze che opprimevano il suo ufficio. La sua forza non era solo quella laurea in medicina ma soprattutto l’apertura culturale e politica che lo rendevano competente e piacevole conversatore. La sua carriera si concluse come direttore sanitario dell’ospedale. La trasformazione a cui aveva dedicato gran parte della sua vita si era realizzata, molti ostacoli e separazioni abbattute.
In pensione scelse la tranquillità delle montagne pistoiesi, poi il legame con la città lo ha riportato a Piombino, dove si è spento nella sua casa nell’ex ospedale vecchio. Per molti resterà un punto di riferimento, un amico sincero, un uomo allo stesso tempo autorevole, cordiale e gentile.
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