Drastico taglio d’orario per le operaie delle pulizie
Colser subentra ad Aclilabor in Lucchini e annuncia il mantenimento dei 28 posti Ma le donne dovrebbero lavorare 36 ore al mese e senza ammortizzatori sociali
PIOMBINO. Confermati i 28 posti ma taglio drastico di orario per le lavoratrici delle pulizie Lucchini. E nessuna intenzione di ricorrere agli ammortizzatori sociali.
Ieri i dirigenti Colser, la coope emiliana che da gennaio subentrerà ad Aclilabor, hanno incontrato i sindacati. Hanno spiegato il percorso che intendono adottare a inizio anno, quando sarà operativo l’appalto vinto a condizioni ritenute più convenienti dalla Lucchini.
Dunque, assorbimento delle 28 donne - 26 part time, due a tempo pieno - iscritte sul libro paga. Ma con una media mensile di 36 ore. Ancor meno delle 40 lavorate ora che è attivo il contratto di solidarietà e le operaie entrano in fabbrica due settimane sì e due no. Con buste paga di circa 300 euro (prima ne riscuotevano 600) a cui si somma, quando arriverà, l’integrazione a carico dell’Inps collegata alla solidarietà.
Da gennaio, le donne si troverebbero a riscuotere ancor meno di quei 300 euro - si parla di 270 - e senza poter contare su integrazioni. Perchè di ammortizzatori sociali, Colser non sembra disposta a parlare.
I risultati della riunione saranno spiegati nel dettaglio nelle assemblee. Quella dell’Ugl - che conta 18 iscritte - è fissata per oggi. E sarà quella la sede per assumere le decisioni. Se confermare lo stato di agitazione o no.
«E’ apprezzabile l’intento aziendale di mantenere tutti i posti. E’ chiara, però, la penalizzazione ulteriore che le donne dovrebbero subire», afferma la portavoce, Sabrina Nigro. In diversi casi si tratta di capifamiglia monoreddito, anche con oltre 55 anni e possibilità di riciclarsi pari a zero. Persone che entrano in fabbrica da vent’anni e più, affrontano lavori rischiosi. Perchè non si tratta solo di pulire gli uffici.
Ventotto noci in un sacco grande rischiano di fare poco rumore. Nonostante sia in ballo la sopravvivenza. E anche un po’ la dignità.
Valeria Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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