Il Tirreno

Autorità portuale, lo strano silenzio del ministro Lupi

di Alessandro De Gregorio
Autorità portuale, lo strano silenzio del ministro Lupi

Dopo tre solleciti per la terna, la procedura si è fermata Gli scenari: dall’ipotesi Anselmi all’ammiraglio Faraone

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PIOMBINO. Giorni della verità per il porto. Giorni in cui previsioni e proclami vengono messi in discussione dai fatti. E dalle cose non fatte. A cominciare dalla presidenza dell’Autorità portuale. Dopo aver sollecitato per ben tre volte la famosa terna dei nomi, il ministero delle infrastrutture e dei trasporti si è defilato. E l’iter si è bloccato.

Cosa è successo? La sensazione è che non sia così scontata la nomina dell’attuale sindaco Gianni Anselmi. E che quel nome non sia molto gradito al ministro Lupi. E quindi? E quindi si mormora che possa avvenire ciò che è avvenuto a Napoli, con la nomina di un nuovo commissario straordinario individuato nel più alto in grado della capitaneria di riferimento, quella di Livorno: l’ammiraglio Arturo Faraone.

Ricapitoliamo. Scaduto il mandato come presidente, Luciano Guerrieri è stato incaricato di restare al suo posto come commissario straordinario. Fino al 20 gennaio.

Per mesi si è andati avanti tra ipotesi, trattative, candidature ufficiose e ufficiali. Ma senza giungere alla terna di nomi sulla quale avviare il percorso per arrivare al decreto di nomina del ministro Maurizio Lupi. Tanto che a settembre, peraltro in piena crisi di governo, lo stesso Lupi dette l’ultimatum a tutti gli enti interessati: i Comuni di Piombino, Portoferraio e Rio Marina, la Provincia, la Camera di commercio. La lettera scritta dal suo capo di gabinetto Giacomo Aniello era la terza dopo quelle di aprile e giugno e il tenore non ammetteva ulteriori ritardi. Il ministero infatti poneva l’accento sulla «perdurante inerzia di codesti enti» e sottolineava «le gravi ripercussioni al corretto andamento dell’Autorità portuale di Piombino derivanti dall’impossibilità di procedere, da parte di questa amministrazione, al rinnovo dell’incarico presidenziale».

Il termine perentorio per una risposta era il 20 ottobre. Alla fine i tre nomi sono usciti: su tutti spiccava quello di Anselmi, indicato dal sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà, dal presidente della Ccia Roberto Nardi e sponsorizzato anche dal presidente della Regione, Enrico Rossi. Gli altri due nomi erano quelli di Francesco Bosi, ex parlamentare Udc ed ex sindaco di Rio Marina (indicato dal suo successore Renzo Galli) e dell’avvocato Renzo Grassi (scelto da Anselmi).

Questo, quasi due mesi fa. In questo frattempo il ministero avrebbe dovuto contattare il presidente della Regione e, in caso di intesa con Rossi, sul nome del papabile avrebbero dovuto pronunciarsi entro 30 giorni la commissione trasporti della Camera e la commissione infrastrutture del Senato (parere obbligatorio ma non vincolante). Quindi il ministro avrebbe dovuto procedere con la nomina.

Invece sono trascorsi due mesi, lunedì il Parlamento ha sospeso i lavori per le vacanze natalizie e li riprenderà a metà gennaio. Ma il 20 gennaio scadrà il mandato di Guerrieri. Cosa succederà?

Nessuno sa rispondere. Ma è evidente che l’Ap non può restare senza una guida, senza qualcuno che firmi gli atti. Considerando oltretutto cosa c’è in ballo, come l’ampliamento del porto. In teoria, Guerrieri potrebbe ricevere un ulteriore incarico. Magari di due o tre mesi, il tempo di far giungere a fine mandato lo stesso sindaco Anselmi (anche se tecnicamente non c’è incompatibilità tra la carica di sindaco e quella di presidente di un'Ap).

Ma la proroga bis sembra un'ipotesi poco realistica. Qualcuno infatti legge questo stop di Lupi come una bocciatura politica di Anselmi da parte del ministro. Il quale ministro potrebbe procedere come a Napoli, dove di recente ha nominato commissario straordinario l’ammiraglio Felicio Angrisano, comandante generale delle capitanerie di porto-guardia costiera.

A Piombino la scelta potrebbe cadere sull'ammiraglio Faraone, comandante della capitaneria livornese, il più alto in grado fra le capitanerie di porto.

Sarebbe un colpo di scena. A meno che il ritardo del ministro non sia dovuto anche ad altre questioni che lo hanno tenuto impegnato in questi giorni. Tipo l’indagine per abuso d'ufficio nell'ambito della vicenda che ha portato al commissariamento dell'Ap di Cagliari, dove Lupi aveva nominato presidente il medico Piergiorgio Massidda malgrado una sentenza del Consiglio di Stato che ne rilevava la mancanza dei titoli e della competenza necessari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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