Il Comune pronto a dichiarare lo stato di dissesto finanziario
Dopo la sentenza della Corte dei Conti sarà commissariata la gestione del bilancio dell’ente Le imposte e le tariffe saranno portate al massimo previsto per legge per colmare il disavanzo
PORTO AZZURRO. Imposte locali e tariffe al massimo consentito dalla legge. Rivisitazione della pianta organica dell’amministrazione comunale in caso di sovrannumero di dipendenti, sospensione degli incarichi non definiti. Sono alcuni degli “effetti indesiderati” del commissariamento, ormai inevitabile, del Comune di Porto Azzurro in seguito alla sentenza delle sezioni riunite della Corte dei Conti. I giudici contabili hanno bocciato in via definitiva il piano di rientro decennale proposto dalla giunta. La soluzione, una sorta di ultima spiaggia, per rientrare dal disavanzo da 2,3 milioni non è andata in porto come sperava il sindaco Luca Simoni. E adesso, è questione di giorni, l’ente locale finirà nella mani di un commissario. O, più precisamente, di un organo straordinario di liquidazione, il cui unico obiettivo sarà quello di colmare il più rapidamente possibile il disavanzo, gestendo direttamente le finanze dell’ente al posto degli amministratori. «È come se un’azienda privata venisse messa in mora, pur non avendo alcun creditore a bussare alla porta», ha commentato con amarezza il sindaco Simoni rivendicando il lavoro svolto negli ultimi mesi sul fronte contabile per scongiurare il commissariamento. Ma ormai il meccanismo è in moto. E, sebbene il quadro sia ancora piuttosto nebuloso, è certo che a pagare per il rientro dal disavanzo saranno in primo luogo i cittadini.
Lo scenario. Il sindaco Simoni avrà venti giorni di tempo a partire dalla notificazione della sentenza della Corte dei Conti (attesa entro la fine della settimana) per convocare il consiglio comunale e dichiarare lo stato di dissesto dell’ente. Il passaggio impedirà lo scioglimento del consiglio comunale e della giunta: solo qualora il sindaco non dichiarasse il dissesto entro i venti giorni previsti il pallino passerebbe nelle mani del Prefetto. A quel punto le procedure per lo scioglimento del consiglio e per la nomina di un commissario scatterebbero automaticamente. Ma questo scenario non si dovrebbe materializzare, in quanto la giunta di Porto Azzurro è intenzionata a convocare il consiglio entro i termini prestabiliti.
Una volta deliberato il dissesto finanziario, dovranno decorrere i tempi tecnici (circa 72 ore), affinché l’organo straordinario di liquidazione possa insediarsi. Già dai primi giorni del 2014, quindi, il sindaco e la giunta di Porto Azzurro saranno relegati ai compiti di ordinaria amministrazione, mentre la gestione finanziaria dell’ente passerà all’organo straordinario di liquidazione(nel caso del Comune di Castiglionfiorentino era composto da un presidente e due componenti).
Misure d’emergenza. La missione dell’organo straordinario di liquidazione è colmare il prima possibile il disavanzo. Nei giorni successivi all’insediamento l’organo analizza il bilancio e tutti i documenti contabili dell’ente dissestato, per il quale sarà approvato un nuovo bilancio. E le note dolenti sono tutte per i cittadini. È previsto infatti l’aumento delle imposte, delle tasse e dei canoni patrimoniali nella misura massima consentita dalla legge. Ciò implicherà, nel caso dell’Imu, l’aumento dell’aliquota sulla prima casa fino al 7 per mille. Lo stesso discorso vale per le tariffe a domanda individuale che dovranno assicurare la copertura del 36% dei costi complessivi dei servizi con i soli proventi degli utenti. Le tariffe relative a tutti i tributi (imposte, tasse, oneri di urbanizzazione etc), saranno portati al massimo consentito dalla legge. Un colpo durissimo per tutta la cittadinanza. E se il periodo di commissariamento non comporterà conseguenze sui creditori che, come ha più volto fatto presente il sindaco Simoni, non ci sono, resta da capire come inciderà sul personale in forza al Comune. L’insediamento, infatti, comporta la sospensione immediata degli incarichi non definiti con concorso, impone lo stop alle assunzioni (anche quelle stagionali) e, inoltre, una ridefinizione della pianta organica dell’ente, nel caso di dipendenti in sovrannumero. Porto Azzurro rientra in questa casistica, dal momento che dispone di un numero esiguo di dipendenti in eccesso rispetto alla proporzione di 1 dipendente per 93 abitanti.
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