Gioco
«Piano strutturale con limiti, a San Carlo fatti tanti errori»
SAN VINCENZO. Vinicio Morandini, consigliere di “San Vincenzo per tutti”, critica alcuni punti del Piano strutturale appena adottato. «In consiglio – dice Morandini - dopo aver criticato i...
SAN VINCENZO. Vinicio Morandini, consigliere di “San Vincenzo per tutti”, critica alcuni punti del Piano strutturale appena adottato.
«In consiglio – dice Morandini - dopo aver criticato i contenuti del Piano ho espresso voto d’astensione. Scelta dettata dalla forte discontinuità che segna col passato. Il limite sta nel criterio seguito dalla maggioranza, che sembra ricercare cose che piacciono perdendo di vista quelle che servono. Sbagliato prevedere 700 mq di edilizia residenziale pubblica e sociale a S. Carlo perché, a parità di costi, il potenziale acquirente preferisce S.Vincenzo. Invece, sempre su S.Carlo, la previsione di 1.000 mq di edilizia libera, per la quale chiediamo che il prossimo Regolamento urbanistico preveda la tipologia di villette, è idonea per valorizzare l’ex villaggio minerario e vicina alle aspettative di chi sceglie di abitare in collina».
«Altro limite – spiega – l’aver previsto il divieto assoluto del cambio di destinazione d’uso per i fondi commerciali. La crisi dei negozi di vicinato è un fenomeno non solo locale; serve un criterio per governare il fenomeno e il Piano dovrà demandare al Regolamento urbanistico quelle regole che consentano di valutare la possibilità».
«Altro limite – aggiunge il consigliere di minoranza - la previsione che consente ad un proprietario di appartamento di 100-120 mq di poterlo suddividere solo a condizione che i futuri occupanti siano residenti stabili. È sbagliata la previsione che vincola le aziende agricole a non poter coltivare a biomasse più del 20% della superficie agricola, e riteniamo insufficienti i 4.000 mq da destinare alle attività produttive. Sbagliato se il Piano recepisse la facoltà che una legge regionale in fase di approvazione dà al Comune di chiedere al privato che costruisce edilizia libera il 10% del costruito in forma gratuita per aggiungerlo al patrimonio comunale, perché probabilmente quel privato andrà a costruire altrove. Queste sono alcune delle cose che proporremo di modificare con osservazioni». (p.f.)
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