Sicurezza
Stato di agitazione all’Aclilabor
Lo proclama l’Ugl in vista dell’incontro con la coop emiliana che subentra nelle pulizie Lucchini
PIOMBINO. Incontro tra i sindacati e la Colser, la cooperativa emiliana che si è aggiudicata l’appalto delle pulizie in Lucchini, spiazzando Aclilabor.
Sullo sfondo, lo spettro del licenziamento per metà delle trenta operaie a causa dell’ulteriore riduzione del lavoro. «Andiamo all’incontro chiedendo che l’azienda esplori tutte le possibili vie che portino alla salvaguardia del posto di tutte le lavoratrici. Nel frattempo, abbiamo proclamato lo stato d’agitazione», spiega Sabrina Nigro, portavoce Ugl. Che si fa forte di una convinzione: «Abbiamo apprezzato le decisioni dei sindacati metalmeccanici circa la necessità di tutelare pienamente, insieme agli occupati diretti dello stabilimento, anche quelli dell’indotto. Ecco, confidiamo nella consapevolezza, anche della committente, che anche le donne delle pulizie e della mensa sono della partita».
L’appalto ad Aclilabor è scaduto in giugno e da allora, navigazione sempre più a vista, scandita da proroghe, L’ultima scadrà il 31 dicembre. Da gennaio, il subentro di Colser. Intanto, le operaie - tutte part time - sono coperte dai contratti di solidarietà. Fino a marzo. Lavorano due settimane su quattro. E ricevono buste paga di 300 euro invece di 600. Per loro,spesso capifamiglia che vivono situazioni disagiate, è una penalizzazione già difficile da affrontare. Il licenziamento sarebbe insostenibile.
Tempo fa, Aclilabor perse circa la metà dell'appalto, con la pulizia degli spogliatoi trasferita ai dipendenti Lucchini. Per questo, era scattata la formula della solidarietà. Ora le donne aspettano che scatti quella della parità col resto dei lavoratori.(v.p.)
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