Il Tirreno

Palazzo comunale e Torre degrado, ma niente lavori

di Paolo Federighi
Palazzo comunale e Torre degrado, ma niente lavori

Da emergenze inattese, come per la passerella, si accumulano ancora ritardi L’assessore Cecchini: «Senza mutui e col patto di stabilità nuovi impedimenti»

3 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Se diamo un’occhiata ad alcuni dei principali “biglietti da visita” di San Vincenzo - ossia monumenti ed edifici di pregio, peraltro in pieno centro - vengono subito a mente ai cittadini il Palazzo comunale, la Torre e la passerella ferroviaria. Si potrebbe inserire nella lista anche il Silos di Pierluigi Nervi. Bene. Anzi, non molto bene.

Per questi edifici, un degrado non indifferente. A colpire maggiormente è senza dubbio il Palazzo comunale, da circa un decennio tappezzato di impalcature (anch’esse ormai deterioratesi). I vari stralci dei lavori per la sua ristrutturazione, per un costo complessivo assai superiore al milione, sono stati inseriti già alcune volte nel piano dei lavori pubblici e poi rimandati.

A complicare, da un paio d’anni l’esecuzione di tali lavori, il problema di inagibilità della passerella ferroviaria, che prima ne ha necessitato la sostituzione provvisoria e, adesso, di lavori al sottopasso con ascensore che unisca il centro urbano alla vecchia Aurelia. Lavori, questi, ai quali il Comune, ovviamente, ha dato priorità. Adesso, con la stipula della convenzione fra l’ente ed Rfi, fra non molto si dovrebbe iniziare col primo stralcio. Anche in questo caso, così come nel caso del Palazzo comunale, si parla di un costo complessivo assai superiore al milione di euro. Se torniamo al Palazzo comunale, in via Alliata, ed andiamo di poche decine di metri verso nord, troviamo la trecentesca Torre, uno dei principali simboli del paese. Essa fu ristrutturata e restaurata nel 2005, in occasione delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della battaglia, svoltasi qui , tra fiorentini e pisani del 17 agosto 1505.

Già un paio d’anni dopo, nel 2007, si iniziarono a vedere i primi problemi all’intonaco. Ma ora l’intonaco si sta quasi completamente staccando. Oltre a ciò, le persiane e le finestre – legate da tempo con fili d’acciaio – rischiano di cadere in testa a chi si trovi sotto. Per risolvere il guaio delle finestre, il Comune ha stanziato circa 2mila euro col proprio personale.

Ora il Silos: discorso è più complesso, visto che la proprietà è privata (è Solvay) e che esiste una vertenza legale fra il Comune e la Solvay stessa. Recuperando tale struttura, testimonianza internazionalmente importante di archeologia industriale, e conservando almeno la parte di Nervi, il biglietto d’ingresso a San Vincenzo da nord avrebbe tutto un altro aspetto. «Sulla Torre – dice l’assessore ai lavori pubblici Elisa Cecchini – interverremo in modo più approfondito, visto che il restauro è complesso. Adesso, con gli operai comunali, ci limiteremo a mettere a posto finestre, persiane e cardini. Palazzo comunale? Il patto di stabilità e l’impossibilità di accendere mutui ci ha bloccato e lavori poi ancora rinviati per i problemi alla passerella. Nel nuovo piano dal previsto 1° stralcio alle Fucini si è dato priorità alla passerella. Non è semplice, le risorse economiche sono limitate. Prima della prima legislatura Biagi, il Palazzo comunale poteva essere sistemato, ma non era stato considerato un’urgenza. Ora, senza mutui e col patto di stabilità, sono scattati meccanismi che ce lo hanno impedito e non c’è data sull’inizio lavori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore