Proteste
È un Natale di crisi per il commercio
Per ora pochi affari nelle attività di Portoferraio, si comprano solo regali utili e piccoli pensieri per i bambini
PORTOFERRAIO. Natale di crisi a Portoferraio nel settore commerciale. Pochi affari e i negozianti alternano delusione a rabbia. «Acuta è la debacle del centro storico- fa presente la titolare della tabaccheria Villani, di piazza Cavour– La nostra zona è morta da anni, tanti i negozi che hanno chiuso e se qualcuno riprova ad aprire dopo non molto rinuncia. Vedo tante saracinesche abbassate. Neppure il Natale pare smuovere i portoferraiesi. Poi qui abbiamo il grosso problema della sosta delle auto: non abbiamo spazi adeguati e le vendite buone del passato sono un ricordo. Meno male che c'è l'estate che ci permette di sopravvivere. Una speranza di un futuro migliore viene dalla Pro Loco che si impegna per per animare la nostra zona». Amarezza e tanto scontento in molti negozianti della città. Al coro si unisce anche l'oreficeria Daddi «Ormai la tendenza è quella della corsa finale e con compere di livello contenuto. E crisi forte - dice Gullo, il gestore dell'oreficeria presente anche in Calata. Aspettiamo gli ultimi giorni». Nel "nuovo centro" di via Carducci Virginia Luperini della telefonia Tim spera anche lei in un piccolo boom di vendite. «Registro una leggera crescita di acquisti rispetto a novembre -dice- e possono andare bene i Tablet con contratto, i nuovi Galaxy. Speriamo». Alla Standar Casa degli articoli casalinghi, il titolare Quercioli registra un calo delle vendite come avviene da anni. «In questo periodo delle festività possono capitare giornate più positive, -commenta- abbiamo promozioni anche oltre il 50% e sembrano andare pentole, piatti elaborati e macchine per il caffè espresso». Alla Saponeria nella zona industriale aria più positiva, nuovo reparto di bigiotteria e borse, con tanta gente tra gli scaffali. C'è poi il comparto della ristorazione con menu per il cenone di Natale sempre più studiati per attirare le persone, come all'Enoteca nella Fortezza dove le cose vanno meglio. «Noi, - dice Fiona Buttigieg - organizziamo serate a tema durante l'inverno: cene con degustazioni vini elbani, ogni sabato sera e siamo sempre affollati. Durante il periodo natalizio abbiamo come ospiti varie aziende locali che fanno la loro cena aziendale così per l'ultimo dell'anno». E tira le somme Marcello Giardini, direttore della Confcommercio. «Un cielo grigio sul Natale locale e i nostri associati ci riferiscono gli acquisti ridotti, che riguardano piccoli oggetti di scarso valore - commenta- si cercano regali per i bambini, indumenti per la famiglia. La gente non crede nel futuro, non ha fiducia ed è oberata da tasse. Permane una crisi soffocante e tanti negozi hanno chiuso i battenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
