La protesta
«Dalla pietra più opportunità ma il Comune non se ne cura»
CAMPIGLIA. Da un convegno (al teatro Mannelli, su “Valorizzazione dei materiali lapidei ornamentali del territorio del Campigliese e della Toscana meridionale”)il Comitato per Campiglia recupera...
CAMPIGLIA. Da un convegno (al teatro Mannelli, su “Valorizzazione dei materiali lapidei ornamentali del territorio del Campigliese e della Toscana meridionale”)il Comitato per Campiglia recupera valide opportunità per il territorio. «L’incontro – commenta il Comitato – è risultato interessante pure per per i suggerimenti che ha potuto dare alle amministrazioni dei Comuni sulle azioni da mettere in atto per valorizzare un patrimonio sconosciuto ai non addetti ai lavori».
«Ben illustrate – si prosegue – le fasi storiche della conoscenza della geologia e potenzialità del Campigliese nell'ambito dei materiali lapidei ornamentali, ma anche della ricerca delle risorse minerarie. Messa in evidenza l'importanza a livello didattico del sistema carsico della zona , ricco di grotte naturali, delle miniere e delle aree di cava antiche e moderne, che vengono visitate ogni anno per l’ eccezionalità delle loro caratteristiche».
«Poi – si ricorda – sono suggerimenti sulla valorizzazione di questo patrimonio, una valorizzazione che, arrivi anche a permettere al pubblico la conoscenza sul luogo delle vicende storiche e scientifiche di un sistema minerario eccezionale, solo in parte già valorizzato dal parco di San Silvestro».
« Criticati – si sottolinea – i criteri di rinaturalizzazione dei piani di coltivazione che prevedono di riportare terreni atti ad essere inerbiti facendo scomparire tutti i fronti di cava e rendendo impossibile il proseguimento di studi. Però questo non dovrebbe valere nel caso di miniere e cave con caratteristiche di “complessità” come negli affioramenti di Botro ai Marmi e in generale nel Campigliese. Messa ben in evidenza la necessità di studiare e valorizzare tutti i biositi presenti sul territorio e in particolare il geosito del Campo alle Buche che comprende anche il complesso edilizio e minerario della Etruscan Mines e che dovrebbe essere ricollegato al sistema dei Parchi. Discutibile l'approccio dell'amministrazione: l'assessore Benedettini ha utilizzato il suo tempo non solo per raccontare fatti storici, ma per attaccare quanti parlano di chiusura delle coltivazioni nei tempi previsti».
«Auspichiamo – conclude il Comitato – che l'amministrazione promuova degli studi per presentare ipotesi di riuso delle cave a fini turistici e didattici e per fare sì che le opere di rinaturalizzazione siano condotte in modo corretto nel sistema paesaggistico e ambientale, in modo da garantire comunque la valorizzazione delle miniere e delle cave antiche e moderne».
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