Gioco
«Speriamo che la crisi favorisca la partecipazione»
PIOMBINO. Piombino e la Val di Cornia stanno attraversando una profonda crisi economica. A livello sociale questo determina nuove sofferenze e sfiducia nel futuro. I giovani sono spinti a emigrare,...
PIOMBINO. Piombino e la Val di Cornia stanno attraversando una profonda crisi economica. A livello sociale questo determina nuove sofferenze e sfiducia nel futuro. I giovani sono spinti a emigrare, le donne riempiono le liste di disoccupazione e chi ha un lavoro teme di perderlo. Questo il quadro delineato in un documento del direttivo del circolo locale di Sel.
«Verso la politica c’è un risentimento che spinge al disimpegno e all'astensione – si legge – La miscela, molto preoccupante, è di una crisi economica e democratica. Uno scenario che non sembra trovare nella politica dei maggiori partiti, nelle istituzioni, valide novità per una risalita. Forse – dicono a Sel – conviene ripartire dal locale e cogliere tutte le novità positive. Ci avviciniamo a un’importante scadenza elettorale: il rinnovo delle amministrazioni. I Comuni sono le istituzioni più a contatto con i cittadini dove le politiche per i servizi, lo stato sociale, l’educazione, l’inclusione determinano effetti concreti. Eppure negli anni si è fatto di tutto per comprimere l'azione dei Comuni con tagli indiscriminati, incertezza legislativa, un uso del patto di stabilità criminale. Tanti Comuni sono governati dai soliti partiti che oggi governano il Paese, qui si lamentano e al governo fanno di tutto per non invertire la tendenza all’impoverimento delle risorse».
Sel guarda con interesse e favore a quello che si muove nella società civile. «Anche qui si sente un gran bisogno di aria nuova – si legge – Il voto a Suvereto sulla fusione con Campiglia, e quello che sta avvenendo a San Vincenzo denotano un sentire che esprime una nuova partecipazione». A Piombino Sel auspica «che vi sia una partecipazione diretta alla vita della città, i programmi e le idee vengano resi pubblici dando la possibilità di determinare le scelte e non di subirle già confezionate. La crisi mette in discussione anche sistemi di potere politico ed economico che oggi più di ieri bloccano espressioni di iniziativa privata. Così come un consociativismo più o meno palese, non fanno bene alla democrazia e alla partecipazione».
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