Il Tirreno

Operai senza docce da due settimane

di Alessandro De Gregorio
Operai senza docce da due settimane

Si è rotta una caldaia agli spogliatoi dei laminatoi. La Lucchini assicura: quella nuova è appena arrivata

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PIOMBINO. Come se non bastassero le preoccupazioni legate al mantenimento del posto di lavoro, o quelle relative alla cassa integrazione. Decine e decine di operai dell'indotto (ma anche molti di quelli diretti della Lucchini) in questi giorni stanno facendo i conti anche con un altro problema, minore ma fastidioso: le docce. Per due settimane, a fine turno, sono stati costretti a spogliarsi al freddo, rivestirsi sporchi e sudati e correre a casa per lavarsi. Perché le docce dello spogliatoio nella zona dei laminatoi non funzionano. Nemmeno i riscaldamenti. Oggi a quanto pare il problema dovrebbe essere risolto. Dovrebbe: attendiamo conferme.

Nel frattempo riportiamo la loro protesta. Gian Luca Puccini parla a nome «dei molti operai delle imprese che operano all'interno della Lucchini e che usufruiscono degli spogliatoi e docce nel reparto Lam 2. Vorrei portare a conoscenza di tutti delle condizioni in cui siamo costretti a operare da quattordici giorni a questa parte. Un guasto alla caldaia sta provocando notevoli disagi poiché, oltre al freddo che c’è nel locale spogliatoio, non c’è acqua calda per fare la doccia. Quindi dopo otto ore di lavoro gli operai, spesso completamente neri dal sudicio, sono costretti a indossare gli abiti puliti senza essersi lavati».

«Capiamo che non ci sono soldi - aggiunge Puccini - ma è umanamente inaccettabile che le persone siano trattate in questo modo. Quattordici giorni senza aver provveduto alla riparazione della caldaia non hanno alcuna giustificazione,se non la mancanza di sensibilità di chi ne ha la responsabilità».

Le docce in quello spogliatoio sono 48, disposte su due piani. Ne usufruiscono i dipendenti della Toscana Ecofanghi (come lo stesso Puccini), quelli di Iosa e Volpini, quelli della Bertocci, della Trailer (che si sono organizzati con una stufetta, almeno per scaldarsi un po’) e quelli della Lucchini. Questi ultimi sono stati temporaneamente dirottati verso gli spogliatoi di altri reparti. Quelli dell’indotto no.

Abbiamo contattato l'azienda, che fa sapere di aver ricevuto proprio ieri la nuova caldaia e di aver cominciato la sua installazione.

Lo conferma anche Mirko Lami, coordinatore delle Rsu Fiom: «La caldaia finalmente è arrivata, anche se è stata dura. In quattordici giorni non sono mancati neanche i risvolti tragicomici, con i pezzi di ricambio che non si sapeva chi dovesse spedirli e come, poi con l’incertezza sul corriere al quale era stata consegnata la nuova caldaia. Questi ragazzi che per 14 giorni sono stati costretti a spogliarsi al freddo e fare la doccia a casa sono solo da ringraziare, hanno compreso che il momento non è dei migliori. Spero però che l’azienda riconosca loro, in qualche modo, i disagi che hanno sopportato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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