Il Tirreno

Occupazione ko, chiudono 26 imprese

di Luca Centini
Occupazione ko, chiudono 26 imprese

Per le aziende elbane va peggio che nel resto della Provincia, ma sono molti i giovani che aprono piccole attività

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PORTOFERRAIO. Un pizzico di incoscienza. È quello che ci vuole per tenere botta alla crisi economica che, ogni giorno, manda a gambe all’aria, decine di imprese su tutto il territorio nazionale. Forse è proprio per questo che tra le poche cose positive, in una situazione economica che anche all’Elba mostra il suo lato più duro, ci sono sicuramente le imprese giovanili.

Ovvero quelle imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da persone con età inferiore a 35 anni.

Le tabelle elaborate dal Centro Studi della Camera di Commercio di Livorno riassumono, con numeri e dati oggettivi, il volto migliore della realtà imprenditoriale dell’isola e del resto della provincia. Quella realtà in cui non mancano i ragazzi che, con una buona dose di coraggio e preparazione, decidono di buttarsi nella mischia, nonostante l’aria che tira.

I numeri. Sono 288 le imprese giovanili registrate alla Camera di Commercio su un totale di 3.944 imprese in tutta l’Isola d’Elba; di queste sono 268 quelle attive. La percentuale di incidenza delle imprese under-35 attive rispetto al totale è del 7,8%. Qualcosa in meno rispetto alla media provinciale, dove le 2650 imprese giovanili attive arrivano fino al 9,3% di quelle totali.

Nei comuni. Nessuno avrebbe immaginato che il comune con l’incidenza più consistente di imprese giovanili sarebbe stato Rio nell’Elba, il paese con la popolazione media più alta. Nel comune ex minerario su 91 imprese attive, 19 sono under 35, per una percentuale del 20,9%. Il Comune con più imprese giovanili attive è Portoferraio, con 83 realtà imprenditoriali attive e un’incidenza del 6,9%. Seguono Campo (48, 9%), Capoliveri (42, 8,3%), Porto Azzurro (33, 7,9%), Rio Marina (15, 7,2%), Marciana (15, 5,8%) e Marciana Marina (13, 5,5%).

Settori. Quello delle costruzioni è l’ambito lavorativo che accoglie un numero maggiore di imprese under-35: 68 in tutta l’isola d’Elba. Segue, con 65 realtà imprenditoriali attive il commercio all’ingrosso e al dettaglio, mentre sono 50 le imprese giovanili nell’alloggio e nella ristorazione, 34 attività di noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese. Nessuna impresa giovanile, al contrario, si occupa di sanità, tanto meno di fornitura di energia elettrica, gas e aria condizionata.

La tendenza. Il coraggio dei giovani c’è ma non basta, è ovvio, per scongiurare la sofferenza del momento. Il saldo tra le imprese attive nel terzo semestre del 2013 rispetto a quelle che operavano nel terzo semestre del 2012 è negativo. E all’Elba le cose vanno peggio rispetto al resto della provincia. Se il dato provinciale parla di un decremento delle imprese attive pari al -5,6% rispetto all’anno precedente, la Camera di Commercio fotografa per l’Elba un calo del -8,8%, con una defezione di 26 imprese. Un dato in controtendenza rispetto a quello che fotografa il saldo tra iscrizioni cumulate e cessazioni nel terzo semestre del 2013: in questo caso il bilancio è positivo, visto che a fronte di 27 cessazioni di attività ci sono ben 62 iscrizioni cumulate, ben 35 in più. Ma il dato va analizzato nell’ottica di una forte stagionalità delle attività produttive dell’isola che vede tradizionalmente l’apertura di nuove attività in avvio di estate. Rimane, insomma, una situazione di crisi e di disagio anche in questo comparto che, del resto, va di pari passo con quello turistico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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