Sicurezza
Incontri culturali allo studio d’arte di Daniele Toncelli
VENTURINA. Non è un museo, ma non è neppure solo un’abitazione. È una casa che diventa anche museo, secondo l’ambizione di indossare i panni di un luogo di incontro e cultura che abbia però anche il...
VENTURINA. Non è un museo, ma non è neppure solo un’abitazione. È una casa che diventa anche museo, secondo l’ambizione di indossare i panni di un luogo di incontro e cultura che abbia però anche il sapore del calore familiare e di un passato aggrappato alle pareti e agli angoli di uno spazio intriso d’arte. Apre per dieci giorni, da oggi al 24 dicembre, “Il Pianerottolo”, studio d’arte di Daniele Toncelli (nella foto), in via Trieste 19 a Venturina.
Sono circa 350 i quadri che si potranno ammirare in quella che è stata la prima galleria del paese, casa d’infanzia del pittore, sotto la quale si trovava il vecchio cinema venturinese. «Ho voluto realizzare quello che volevano i miei genitori – spiega Toncelli – far sentire viva la casa, facendola diventare uno spazio di incontro e cultura». Dipinti di ogni dimensione, paesaggi, nature morte, scorci di paese, barche e, uno dei maggiori protagonisti, il mare, per immagini impresse sulla tela in grado di suscitare, tra l’increspatura di un’onda, il riflesso di una foglia, il rosa sfumato di un tramonto, suggestioni emotive e relazioni spaziali. Quadri verticali e orizzontali, racchiuse nelle proprie cornici, appese su tutte le pareti della casa in via Trieste, compresi gli angoli delle scale, scenari perfetti per il museo interiore di Toncelli. «Vi sono racchiusi i quadri di una vita», dice il pittore che imprime sulla tela visioni e umori del paesaggio della natura conosciuta. Che sia il tronco di un albero esploso alla luce del sole o la labirintica sagoma della fabbrica, un gruppo di girasoli di fianco a un casolare, o il gigante d’acciaio di una nave in porto. E il ruolo dell’uomo nell’arte di Toncelli? Spesso assente, o comunque confuso nel panorama, è un sussurro appena abbozzato, un’impronta evanescente e volutamente confusa nel contesto, sintesi perfetta di realtà ed emozione.
Orario di apertura della mostra; feriali e festivi 17-19,30. L’esposizione può essere visitata anche fuori orario, e per tutto il resto dell’anno, su appuntamento, telefonando al 340.5681740.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
