Finanza
«C’è ancora caos nel Pd»
Riforma delle istituzioni, le liste civiche attaccano le giunte
CAMPIGLIA. «Sulla riforma delle istituzioni locali nel Pd c’è ancora il caos» duro attacco alle giunte da parte di Forum San Vincenzo, Uniti per Suvereto, Comune dei Cittadini .
«Anche le istituzioni locali vanno riformate – ricordano le liste civiche – Basta ascoltare per capire che il livello di sopportazione è al limite. Si chiedono snellimenti burocratici, minori costi e migliori servizi. In questa legislatura non solo non è stato fatto nulla, ma è stato addirittura demolito il processo che in passato aveva portato i 5 Comuni della Val di Cornia a lavorare insieme».
«Il Circondario è stato amministrato male, con attribuzioni parziali e duplicazioni di funzioni. Non sono stati elaborati progetti in grado d’intercettare i finanziamenti europei della programmazione 2014-2020. Sul piano politico è stato il caos. Il Pd – si ricorda – che nel 2009 aveva sostenuto la necessità di costituire l’Unione dei 5 Comuni, non riuscendo a farla ha pensato di fonderne due con una decisione improvvisata bocciata dal referendum. Per motivare la fusione Campiglia/Suvereto hanno detto tutto il male possibile dell’Unione e dello stesso Circondario che loro stessi hanno amministrato. Nella più totale confusione hanno deciso che Piombino poteva andare nella Provincia di Grosseto quando le province vanno sciolte. Infine, per tenere insieme chi voleva andare verso Grosseto e chi verso Livorno, hanno cominciato a parlare dell’Alta Maremma senza mai dire quali Comuni deve comprendere. Ora la federazione del Pd sembra ravvedersi – spiegano le liste civiche – e afferma che l’Unione dei 5 Comuni potrebbe “rivelarsi mezzo idoneo per raggiungere un coefficiente di efficacia dei servizi”; quello che avevano detto nel 2009, ma è anche l’opposto di quello che hanno sostenuto nel 2013. Non c’è dubbio che nel caos ha pesato la contrarierà del sindaco di Piombino verso l’Unione, ma viene da chiedersi perché questo non sia stato oggetto di confronti e di decisioni democratiche dentro quel partito e perché gli altri sindaci non abbiano mai sentito il bisogno di coinvolgere i consigli. Non è detto però che la babele sia finita se il segretario del Pd di San Vincenzo afferma che “non è vero che si torna all’Unione dei Comuni”. Secondo la sua versione l’Unione dovrebbe servire solo per consentire a Suvereto e Sassetta, obbligati per legge, di associare le funzioni. Non abbiamo ben compreso cosa intenda dire, ma riteniamo assurdo che i Comuni grandi siano liberi di non associare nulla e che l’Unione la si faccia solo per consentire di associare le funzioni di quelli piccoli. A prescindere dalla sua praticabilità, una soluzione simile non determinerebbe né snellimenti, né risparmi, né migliore capacità di programmazione e di gestione dei servizi. Sarebbe grave se il Pd si accingesse a regalarci altri anni d’inerzia e di regressione. Il suo immobilismo è già costato molto ai cittadini» si conclude.
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