Sicurezza
«Saldi da anticipare alla metà di dicembre»
La proposta dell’assessore Pallini: «Nell’abbigliamento la gente non compra perché aspetta gennaio»
PIOMBINO. Un Natale di crisi, ma a patto di non tradire i bambini e, soprattutto, di continuare a sperare in tempi migliori.
Il quadro tracciato da Confesercenti è chiaro. «Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito - commenta il presidente Antonio Baronti - Si tende a risparmiare anche per preoccupazione e per paura. La gente non ha risorse per i regali perché ha molte altre incombenze. Ma ciononostante per i bimbi si è sempre disposti a fare dei sacrifici rispetto a regali o altri oggetti da comprare per noi adulti. Il desiderio avverato da Babbo Natale – conclude Baronti – è un sogno che non deve essere tradito».
«La contrazione di consumi è evidente - aggiunge Marco Torchioni, della Confcommercio - Nelle famiglie ci sono grosse difficoltà, ma si cerca di farle sentirle il meno possibile ai bambini».
Del resto questo non sarà propriamente un Natale in controtendenza rispetto a quello degli anni scorsi.
«Mi pare che le cose siano rimaste come due, tre anni fa - osserva l’assessore alle attività produttive Luca Pallini - Regge l’elettronica perché, a mio parere, riesce a ribassare i prezzi, mentre l’abbigliamento cala vertiginosamente perché le persone preferiscono aspettare i saldi di gennaio per comprare articoli di questo genere. Nelle metropoli europee i saldi si fanno il 15 dicembre, forse anche in Italia potremmo cominciare a pensare a tutto questo. Anche se è vero che adesso Natale significa solamente regali – prosegue l’assessore – e non più anche comprare qualcosa per se stessi per le feste».
Regali che a volte sono sostituiti da una cena tutti insieme, specie se si tratta di persone dai trent’anni in avanti.
«E anche le grandi aziende – aggiunge Pallini – non hanno più le possibilità di prima per quanto riguarda gli omaggi ai clienti: spesso possono limitarsi a una e-mail di auguri». (m.m.a.)
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