Attenzione
«È un Piano strutturale che non ha validità»
Bertini (Forum) ribadisce le critiche alle previsioni urbanistiche adottate dal consiglio comunale
SAN VINCENZO. Nicola Bertini non ci sta. Dopo le 3 ore d’intervento nell’ultimo consiglio comunale e i 93 emendamenti bocciati dalla maggioranza, il capogruppo del Forum critica il piano strutturale adottato. Secondo Bertini – che ha ribadito il suo addio alla politica – spicca nel piano l’assenza dalle mappe regionali di molti edifici della Tenuta di Rimigliano, mancanza che il dirigente Andrea Filippi, in consiglio, ha motivato sostenendo che gli edifici, essendo sotto il bosco, possono essere male individuati dalle aerofotogrammetrici.
«Confrontando – dice Bertini – una qualsiasi delle carte adottate con l’abaco degli immobili esistenti nella Tenuta, ci si accorge che mancano oltre la metà degli edifici. Ridicola la motivazione di Filippi: colpa della vegetazione. Non si capisce però perché gli alberi abbiano impedito di censire il patrimonio della Tenuta, ma non di riportare gli immobili nel bosco di Riva degli Etruschi. La motivazione reale è un’altra. In tali carte ci sono gli immobili rilevati dalle aerofotogrammetrici o accatastati e regolarmente concessionati. È assurdo che il consiglio abbia licenziato due letture tanto diverse. Se non c’è garanzia di un censimento completo dell’edificato, il piano strutturale è privo di validità. Quale recupero dell’esistente se non si sa cosa, quanto e dove siano gli immobili esistenti? Come calcolare il carico insediativo per valutare l’uso delle risorse?».
Bertini passa poi alle prospettive che il piano individua per San Carlo. «Le previsioni edificative di San Carlo – dice il consigliere – rispetto al ‘98 sono quasi triplicate. Si passa da 1.000 a 2.700 mq. Così si rischia di snaturare l’architettura della frazione, e con nuove urbanizzazioni ci sarà più invenduto e un paese meno caratteristico che perderà le possibilità di rilancio turistico».
Sul villaggio scolastico, Bertini è critico: «Insensato, specie a livello economico – dice – è il progetto del villaggio scolastico. Un progetto inutile (un villaggio scolastico c’è già) che prevede l’arrivo di un privato disposto a demolire e ricostruire le scuole attuali per costruire appartamenti che non venderà. Con quegli improbabili soldi, il Comune costruirebbe altrove le scuole. Un’operazione irrealizzabile che non fa i conti col contesto socioeconomico e con le reali possibilità di rilancio. Era necessario, a tutela delle attività edili, che il piano fosse concentrato sul settore che uscirà rafforzato dalla crisi: la ristrutturazione e riqualificazione energetica dell’esistente. Abbiamo 4 milioni di metri cubi di edifici da riqualificare: questa è la scommessa per il futuro, scommessa da cui il piano – conclude – è lontano anni luce».
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